Quasi mille gran premi dopo, tanti saranno quelli disputati dal mondiale di Formula 1 dalle origini al prossimo appuntamento in Cina, c’è un accordo da raggiungere, una storia da continuare a raccontare, quella di Silverstone

I fatti sono noti. Gli organizzatori del Gran Premio di Gran Bretagna hanno attivato nel 2017 la clausola d’uscita che il contratto firmato con Bernie Ecclestone riconosceva in capo al BRDC, con l’intenzione di negoziare un nuovo accordo, al ribasso in termini economici da corrispondere alla Formula 1, che desse prospettive di sostenibilità all’organizzatore.

Il Gran Premio a Silverstone è tra i più partecipati dell’intero campionato, nonostante non abbia prezzi particolarmente popolari. E il pienone di pubblico, paradossalmente, non basta a supportare un contratto asfissiante, con clausole incrementali ogni anno sulle cifre da pagare alla Formula 1.

Insediata Liberty Media, i colloqui sono stati avviati per siglare un nuovo contratto. Sullo sfondo, l’idea della nuova Formula 1 di gran premi-evento, da bilanciare con le gare storiche. E l’idea, mai sopita, di un Gran Premio di Londra.

Dopo l’edizione del prossimo luglio, senza un nuovo accordo Silverstone sarà fuori dal calendario 2020. Uno scenario che ha dell’impensabile, vista la storia del circuito. Sean Bratches, responsabile Marketing della Formula 1, fa il punto sullo stato delle trattative e, a Sky Sports UK, sulle chance di rinnovare l’impegno con Silverstone dice: “Siamo molto speranzosi. Non ci sono stati molti cambiamenti nelle condizioni dall’ultima volta che abbiamo discusso. Stiamo intrattenendo colloqui e incontri sulle condizioni dell’affare ed entrambe le parti stanno provando davvero a raggiungere un accordo.

Silverstone parla da sé, è un marchio straordinario, è la casa del primo Gran Premio”.

Il “marchio” per dire del luogo, delle curve, dell’aria che si respira a Silverstone come in altre Cattedrali del mondiale. La visione più commerciale che prende il posto del romanticismo. E, in termini di risonanza globale, niente di meglio che lavorare sotto traccia anche al sogno di una gara nel centro di Londra.Stiamo discutendo con l’ufficio del sindaco e con le città in tutto il mondo. Di certo, se dovesse esserci un’opportunità per correre sulle strade di Londra, sarebbe una situazione ideale: tanto per Londra quanto per tutti i tifosi di Formula 1 in tutto il mondo”, ha commentato Bratches.

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Parole alle quali contrapporre i punti fermi dettati da Stuart Pringle, direttore generale della società di gestione del circuito di Silverstone: “Ci trovavamo in una situazione difficile perché avevamo un business che era finanziato esclusivamente dal gran premio. Perciò abbiamo dovuto diversificare e lo stiamo facendo.

Realizzeremo un hotel, aprirà il Silverstone Experience e abbiamo altre offerte per alloggi brevi di lusso. Aston Martin adesso ha affittato un’area. Le cose vanno nella giusta direzione e ci dà la fiducia di dire come Dio sa che vogliamo tenere il gran premio, ma non a ogni costo. Avremo un business più ampio e diversificato, che ci permetterà di sopravvivere anche senza, anche se preferiremmo farlo con il GP”.