Renault-Red Bull, ovvero, la storia di un “C’eravamo tanto amati” che non è mai esistita. Nonostante i mondiali a raffica dell’era d’oro Red Bull-Vettel. Tanti saluti e ognuno per la propria strada nel 2019. Renault strappa Ricciardo a Milton Keynes, scelta di Daniel mal sopportata da Marko, e Red Bull si oppone al test della RS18 ad Abu Dhabi.

Un veto che, Cyril Abiteboul, legge così: “Ricciardo porterà un’attitudine positiva e la sua risata, a volte ti serve un vento nuovo ed energia. Di certo Red Bull ha le sue ragioni per non aver consentito a Ricciardo di testare ad Abu Dhabi, probabilmente non vogliono che ci dia nessun buon suggerimento sulla direzione nella quale migliorare la macchina. Tutte le botte che Red Bull ci ha rifilato dimostrano che stiamo andando nella giusta direzione”.

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Quarto posto conteso da Haas, favorito anche dagli errori del team statunitense. Per Renault il prossimo passo è arrivare a lottare per il podio. La visione dell’ex capo Carlos Ghosn, quando riportò la casa francese in Formula 1 da Costruttore, era chiara. Tre campionati dopo, con il quarto da costruire, appare un obiettivo difficile da raggiungere. I top team restano molto distanti e, realisticamente, Abiteboul, intervistato da auto motor und sport, spiega: “Difficile dire oggi gli obiettivi che ci poniamo per il prossimo anno.

Dipende sempre un po’ dalle prestazioni che avranno gli altri, ma se la curva di crescita proseguirà vorremmo che la tendenza continuasse: potremmo non migliorare in termini di posizione nel mondiale ma vogliamo ridurre il divario dal vertice. Aspettiamo e vedremo cosa accadrà con Red Bull e Honda. Red Bull non si stanca mai di dire quanto sia buona Honda rispetto a noi. Posso dire che la Toro Rosso è ancora alle nostre spalle?”.

Stoccata di fioretto contro le sciabolate rifilate da Red Bull sulle aspettative tradite, di una power unit che “l’anno prossimo ridurrà il gap con Mercedes e Ferrari”, refrain più volte ricordato dall’ambiente del team di Helmut Marko per ricordare gli obiettivi mancati da Renault.

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Christian Horner ha individuato in 50 cavalli quelli che sono mancati a Red Bull per scrivere un altro mondiale, da protagonisti per il titolo. Riuscirà a portarli Honda con sufficienti garanzie di tenuta in gara? È tra i temi del mondiale che verrà. E Renault? L’enorme divario rimediato da Red Bull è tutto figlio di un telaio lontano dal riferimento assoluto, manca di prestazione sul veloce, manca di carico aerodinamico, punti che valgono decimi in poche curve.

Il telaio è assolutamente il maggior responsabile del nostro ritardo, per questo abbiamo cambiato strutture e operazioni nel dipartimento telaistico a Enstone. Marcin Budkowski è responsabile da metà anno, potrebbe non dare i frutti domani ma il giorno dopo.

Il motore paga circa 20-30 cavalli in gara, in certe condizioni possono essere recuperati dal telaio Red Bull. In qualifica quantifichiamo il deficit in 50 cavalli. È tanto. Il primo obiettivo è sullo sviluppo del motore, non voglio dover raccontare l’anno prossimo che ci manca troppo in qualifica e non c’è motivo per il quale non dovremmo chiudere il divario da Mercedes e Ferrari in inverno. Sul fronte del telaio ci vorrà di più”, anticipa Abiteboul.

Un 2019 ancora da sfidante per il Mondiale-B, salvo clamorosi arretramenti della Red Bull col kimono.