Un concetto aerodinamico del tutto diverso, quello che adotteranno le monoposto 2019. Quanto inciderà sulle possibilità delle monoposto di correre ravvicinate l’una all’altra si scoprirà in pista, con sufficienti dubbi che possa essere risolutiva la semplificazione dell’ala anteriore, le misure riviste al ribasso sui bargeboards, il diverso posizionamento dell’ala posteriore in altezza (per ragioni di visibilità, dagli specchietti) e delle paratie laterali. 

Dipartimenti tecnici già da molti mesi al lavoro, oramai i progetti sono validati e in via di produzione i componenti destinati alle nuove monoposto. In casa Mercedes è Toto Wolff a spiegare la fase vissuta negli impianti di Brackley e Brixworth: “Le regole sono cambiate, ci sarà meno aerodinamica, ma quello che circola nel paddock è che le persone sono riuscite a recuperare una gran parte.

C’è una tremenda corsa allo sviluppo che avviene in questo momento in cui parliamo (nel corso di un evento HP Enterprise), nel trovare carico aerodinamico, ridurre il drag e, ovviamente, il motore, aggiungere più cavalli, è una componente molto importante”.

Un percorso logico, di miglioramento, su un terreno che ha portato la Ferrari a sfidare e vincere la battaglia che per quattro stagioni ha visto Mercedes indiscussa protagonista sul fronte della power unit. Gli sviluppi intervenuti nel corso della stagione sulla W09 hanno riportato la monoposto a primeggiare in qualifica, tuttavia, il campanello d’allarme fatto suonare dal Cavallino rampante richiede un altro slancio per guadagnare un vantaggio chiaro.

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“Ci siamo posti degli obiettivi molto ambiziosi, 6 settimane fa in realtà abbiamo innalzato ulteriormente il target perché abbiamo sentito che altri stanno facendo bene. Siamo nella fase di salita, abbiamo riposizionato più in alto il punto finale, la prima gara, dove pensiamo saremo.

Abbiamo subito un leggero ritardo sul fronte del motore, dove crediamo che il nuovo concept ci darà un po’ di più, ma sono tutti molto ambiziosi, come noi: sono ottimista ma non sai mai finché non corri la prima qualifica, a Melbourne, dove tutti mostrano le carte”.

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