Alla fine è stato costretto ad andarci, alla cerimonia di premiazione FIA a San Pietroburgo, Kimi Raikkonen. Insieme a Sebastian Vettel tra i protagonisti della conferenza stampa che ha preceduto l’evento serale di consegna dei premi per l’attività sotto l’egida FIA nel 2018.

E Seb – a sfoggiare un improbabile look da off-season e un baffo vintage – torna ad analizzare il campionato che è stato, con momenti da ricordare e altri che hanno condizionato la corsa al titolo. Due gare più di altre, da portare con sé tra i bei ricordi. No, non c’è la vittoria di Silverstone, momento galvanizzante per aver battuto l’avversario là dove era imprevedibile poterlo fare.

“Ho 5 vittorie tra le quali scegliere, direi il Bahrain, inizialmente non mi piaceva la gara ma ora la amo, è stata una gara intensa con una battaglia fino alla fine”, la preferita di Seb, gara gestita al meglio, uno stint lunghissimo sulle gomme quando non sembrava possibile farlo, il Vettel più lucido dell’anno, ricordando i team radio “trappola” nei quali si lamentava della resa delle gomme, lasciando presagire il secondo pit, atteso da Mercedes.

Secondo colpo messo a segno e, più di altri, da portare tra i ricordi: “L’altra direi il Canada, specialmente perché la vittoria è arrivata 40 anni dopo Gilles con la Ferrari, è stato un giorno molto emozionante”. Canada dove la Rossa non vinceva dai tempi di Schumacher.

Gioie e dolori, la perdita del presidente Marchionne e il duro colpo per tutto il team: “E’ stata una grande perdita, ovviamente l’attività quotidiana deve continuare, la gente sapeva cosa doveva farsi abbiamo provato a continuare nel miglior modo che potevamo, facendo il nostro lavoro. Lui ci ha guidato e aiutato, è stata un grande perdita e abbiamo provato a rispondere come squadra, rispettando lui e la sua memoria”.

Servirà una monoposto ancor più competitiva nel 2019 per rilanciare la sfida a Hamilton e alla Mercedes, farlo su 21 gran premi, senza passaggi a vuoto. Che furono di affidabilità nel 2017 della trasferta asiatica e di errori anche allora, ma certamente senza uguale competitività del progetto SF70H. La SF71H ha compiuto un enorme passo in avanti ma ha affrontato una seconda metà di stagione senza che gli sviluppi portassero nella direzione giusta. La somma degli errori di Sebastian ha fatto il resto. “E’ stato un anno lungo, nel quale abbiamo avuto alti e bassi. Siamo riusciti a fare un altro passo come team ma resta l’ultimo da compiere, per assicurarci si dire la nostra fino alla fine dell’anno e non per una parte dell’anno.

Dalla macchina del prossimo anno serviranno prestazioni migliori, è semplice. Abbiamo avuto le nostre gare, nelle quali siamo stati molto competitivi. In generale la nostra macchina ha funzionato più o meno su tutte le piste. Abbiamo sfruttato molti momenti brillanti, poi però ci sono state troppe gare nelle quali non eravamo lì, a volte per 1 o 2 decimi altre di più”.

Infine, uno sguardo all’altro lato del box. Non ci sarà più Kimi Raikkonen, elemento di serenità interna e stabilità, si è spesso scritto e detto in occasione dei rinnovi annuali anche dopo stagioni non esaltanti. Quella che ha vissuto Kimi quest’anno. Ci sarà Charles Leclerc, con la sua velocità e le sue ambizioni giustamente da protagonista.

Sul rapporto umano che si costruirà e la rivalità possibile, Seb spiega: “Il tempo dirà, non conosco ancora molto Charles, lui non conosce me. Sappiamo che è un bravo ragazzo, non mi aspetto che accada nulla di sbagliato in pista, penso che ci sarà una rivalità tanto quanto c’è stata con Kimi. Vogliamo riportare la Ferrari a essere vincente, lui è ovviamente in un momento diverso della carriera rispetto a me, come ho detto sarà il tempo a dire, sembra una bravo ragazzo”.