Cina e Monaco, il “solito” Verstappen. Alcuni diranno: Interlagos pure. In realtà il 2018 di Max Verstappen va in archivio con molte più note positive di quanto non dicano le vittorie conquistate, perché ha saputo cambiare pelle dopo un avvio di campionato troppe volte “falloso”. L’incidente con Vettel a Shanghai, il grave errore nelle libere 3 a Montecarlo. Da lì ha trovato una nuova dimensione, necessaria per correre e sfidare i grandissimi. Lewis Hamilton è stato, per la lettura del campionato sulle 21 gare, il migliore in assoluto. È la visione dell’estrarre il massimo possibile a ogni gara, capire la posta in gioco e saper attendere il momento migliore per affondare con decisione il colpo.

Un affinamento caratteriale evidente nell’evoluzione del 2018 corso da Max, pur con la fotografia di Interlagos e i nervi (comprensibilmente) saltati nel dopogara nel confronto duro con Ocon. Eppure, Verstappen precisa: “In due gare, Cina e Monaco, le cose non sono andate bene e posso accusare solo me stesso. Credo di saper ammettere bene i miei errori, sono sempre molto onesto con me stesso sulle mie responsabilità. In Cina sono andato da Vettel dopo la gara e a Monaco ho ammesso in fretta che non era colpa del vento o cose simili”.

Ha vinto in Austria grazie soprattutto agli eventi, al ritiro di due Mercedes. In Messico ha corso con una monoposto sullo stesso piano di Mercedes e Ferrari in qualifica. Ma è a Interlagos che Max ha reso oltre le aspettative. “I tre momenti da ricordare sono le vittorie in Austria e in Messico, e la corsa in Brasile. Lì c’era semplicemente l’incredulità che potesse accadere qualcosa di simile, nonostante tutto credo sia stata una grande gara, quante volte ti capita di superare due Ferrari e due Mercedes in pista? Ero molto contento”.

Intervistato da Ziggo Sport, Max approfondisce anche il rapporto e le aspre critiche mosse a Renault. Partner motorista pagato per fornire una power unit equivalente per prestazioni e affidabilità alle due migliori del lotto, non ha saputo tenere testa alle aspettative e Max spiega le feroci critiche: Non era per distruggerli, volevo che le cose migliorassero. Adesso abbiamo un accordo con Honda ma se avessimo proseguito il prossimo anno con Renault avrei voluto essere in grado di compiere dei passi in avanti.

Sterzi a parte: In bocca al lupo alla rivoluzione McLaren!

Io sono molto chiaro in quel che dico, possono anche prendersela con comodo ma non è qualcosa che fa per me. Le cose dovranno e possono andare meglio, voglio essere carico di pressione, però devi restare comunque aperto alle critiche, è così che sono cresciuto. E mi dispiace se non è qualcosa sopportabile ma io non sono qui per correre con lo spirito olimpico: voglio vincere ed è una cosa che deve arrivare da entrambe le parti”. Di Decoubertin, in Formula 1, non se ne sono mai visti, d’altronde.

Le premesse del rapporto con Honda sono di segno opposto agli ultimi anni di continue polemiche con Renault. I giapponesi godono del credito di fiducia necessario per produrre risultati diversi da Renault e viene loro riconosciuto anche il fattore tempo per allinearsi a Ferrari e Mercedes, qualcosa che a Renault non era più concessa. “Speriamo che quella con Honda sia una collaborazione a lungo termine, non mi aspetto che vada tutto liscio in un colpo solo.

Vettel: vittoria in Bahrain da ricordare. Leclerc rivale come Kimi

Sarò sempre tagliente ma devi anche credere nel progetto e non essere impaziente. Non mi aspetto che riusciremo a puntare al campionato a inizio stagione, ma se sapremo andare leggermente meglio rispetto a quest’anno, essere più vicini agli altri e costantemente in grado di lottare durante la stagione, allora sarà già molto meglio per il campionato, a quel punto non devi necessariamente avere la miglior macchina”.