C’è un elemento di assoluta novità, perlomeno nella Formula 1 moderna, nella nomina di Mattia Binotto a team principal Ferrari. L’investitura di un tecnico, un ingegnere, a capo dell’intera Gestione Sportiva. Da Maranello hanno sottolineato come Binotto manterrà le redini dell’area tecnica, a dispetto di rumours che vorrebbero altre figure seguire da vicino e coordinare la struttura orizzontale che tanto bene ha operato tra il 2017 e il 2018. 

Del team principal moderno si è spesso detto come dovesse essere organizzatore di risorse e gestore di uomini, non necessariamente una figura tecnica, un “pistaiolo” di suzukiana memoria, riprendendo le parole di Arrivabene subito dopo l’errata chiamata strategica del muretto nelle qualifiche del Gran Premio del Giappone. L'estrazione dei vari Wolff, Horner, Brown, esula dall'ambito tecnico, con la (parziale) eccezione di Abiteboul in Renault e Steiner in Haas. 

Il nuovo assetto che assume la Gestione Sportiva è commentato dal presidente ACI, Angelo Sticchi-Damiani, che sottolinea al Corriere dello Sport: “La nomina di Binotto e, soprattutto, la fusione dei due ruoli più importanti all’interno della squadra è un’accelerazione clamorosa e vuol dire una cosa: bisogna vincere i due mondiali, subito.

Le aspettative per il 2019 sono enormi ed è importante che sia stato trovato un punto di equilibrio: l’azionista ha ritenuto chiaramente inaccettabile il rischio di una terza stagione con inciampi e occasioni sprecate. Lo doveva anche ai tifosi, che non hanno mai abbandonato la Ferrari nei momenti delle sconfitte né nelle lunghe attese”.

Mattia Binotto, chi è il nuovo Team Principal della Ferrari

Un quadro all’insegna della semplificazione, disegnato con la nomina di Binotto a team principal, decisione che Sticchi-Damiani legge così: “Il messaggio è chiaro, non possono più esserci dualismi né incomprensioni, il risultato non può essere messo in discussione per questione di comunicazione tra i responsabili”.

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Cinque mesi di grandi manovre in Ferrari, iniziate ufficialmente lo scorso settembre, con l’annuncio dell’avvicendamento Raikkonen-Leclerc, fino alla direzione del team assegnata a Mattia Binotto. Sul rapporto Leclerc-Vettel, Sticchi-Damiani conclude: Sebastian non avrà visto di buon occhio l’arrivo di Leclerc, giovane veloce e già molto maturo, ma sono convinto che questo inserimento non potrà che giovargli, spingendolo a dare il meglio. C’è bisogno di nuovi stimoli per lui, dopo le fragilità incredibilmente dimostrate nella scorsa stagione, pur correndo in una specie di comfort zone con l’amico Raikkonen al fianco. Uscirne potrà solo fargli del bene”