Non c’è ancora una data per il debutto della Toro Rosso STR14, c’è, però, la conferma del superamento dei crash test imposti dalla FIA. Prove sul telaio che, lo scorso anno, con l’introduzione dell’Halo e la definizione tardiva di elementi cruciali nella progettazione delle monoposto - per l’integrazione del dispositivo di sicurezza con la cellula di sopravvivenza -, furono momento della verità per tutti i team, visto il nuovo scenario.

A Faenza si lavora in vista della nuova stagione, che potrà riservare grandi soddisfazioni dall’ampliamento della collaborazione con Red Bull, sinergie tecniche favorite dal ricorso allo stesso motorista e Red Bull che fornirà l’intero retrotreno – dal cambio alla sospensione – in un piano di collaborazione destinato ad ampliarsi e liberare risorse da concentrare in altre aree della monoposto. Può diventare un team candidato alla lotta per la quarta posizione nel mondiale Costruttori, a sentire i rivali diretti.

Da Honda si attendono cavalli e prestazioni, destinate a sacrificare qualcosa sul fronte dell’affidabilità, perlomeno ascoltando le parole di Helmut Marko, secondo il quale è già preventivata una stagione 2019 con l’impiego di due power unit oltre il limite regolamentare, penalizzazioni da scontare che saranno bilanciate dai progressi garantiti dal motorista. 

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