Salvo clamorose sorprese, l’attenzione sulle due Williams nel 2019 sarà per leggere il confronto interno tra Robert Kubica e George Russell. Da un lato il rientro di un pilota che ha dimostrato di valere i migliori della griglia in passato e chiamato, oggi, a dimostrare di non aver perso la velocità innata. Dall’altra, un giovane di belle speranze che si affaccia in Formula 1

Sarà difficile riuscire a mettersi in mostra dal cockpit della Williams, i test di Barcellona tracceranno la linea di partenza e il miglioramento ottenuto sul 2018: fare peggio sarà difficile. Per Russell si prospetta un futuro su più stagioni a Grove, tenuto d’occhio da Toto Wolff, che intravede nel talento inglese un gran potenziale: “Posso solo ripetere quel che mi ha detto Sebastien Philippe (team principal di ART Grand Prix; ndr): è uno dei migliori piloti avuti nel nostro team. Credo potremmo avere un altro giovane ragazzo inglese in grado di diventare una stella in futuro”.

Russell-Kubica, Kubica-Russell, il confronto delle prestazioni tra i due sarà ben più ricco di significato di quanto non lo sia solitamente tra due compagni di squadra. Le credenziali del ventenne britannico – campione di GP3 e Formula 2 nelle ultime due stagioni – lo rendono un avversario credibile misurare l’attuale velocità di Kubica.

Il Russell raccontato da Wolff è un pilota scoperto nel 2015, “mi chiese un incontro, aveva credo 15 o 16 anni e sono sempre contento di poter discutere con giovani pieni di sogni".

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"Arrivò in abito nero e cravatta, con un notebook. Mi disse di aver appena vinto il titolo in Formula 4 britannica, credo, e che stava valutando il campionato di Formula 3.

‘Sento di dover restare con un team britannico perché sono molto giovane e capisco Carlin, mi chiuderebbe le porte della Mercedes se non corressi in Formula 3 nella prima stagione con un motore Mercedes?’. Fu una domanda così riflessiva da un ragazzo di 15 anni che fu straordinaria. Ha la testa, la programmazione, le doti sociali e di guida.

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