Nessun ribaltone, nessun dissapore all’interno del team, piena fiducia sul lavoro dell’Ad Louis Carey Camilleri. Lo chiarisce nero su bianco John Elkann in una lettera scritta alla Gazzetta dello Sport. E che adesso dovrebbe mettere la parola fine alle tante voci che si sono rincorse sulla vicenda.

Elkann da Detroit: "C'era la necessità di rafforzarci

Ecco il pensiero del presidente: "La nomina di Mattia Binotto a Team Principal della Scuderia Ferrari non rappresenta ‘un ribaltone’ nella gestione sportiva e non nasce da presunti dissapori interni al team: al contrario è una scelta decisa dalla Società di comune accordo con Maurizio Arrivabene, che nei 4 anni di impegno in quella posizione ha lavorato instancabilmente per ripotare la Scuderia ai livelli di competitività che merita. Il lavoro di Mattia, che è già iniziato in previsione della stagione che sta per aprirsi, poggia le sue basi proprio su quanto è stato fatto negli ultimi anni, in una linea di continuità che mira all’evoluzione, non certo alla ‘rottura’ rispetto al passato".

"Più in generale respingo qualunque voce o fantasia che ipotizza ritorni al passato e ulteriori cambi nella nostra struttura. Il mio impegno per assicurare stabilità e concentrazione alla Ferrari è totale, così come lo è quello dell’AD Louis Camilleri: insieme, e con il contributo di tutte le donne e gli uomini della Ferrari, raggiungeremo i traguardi che abbiamo presentato pubblicamente pochi mesi fa da Maranello. Ai nostri clienti e ai nostri tifosi in tutto il mondo garantiamo massima determinazione e responsabilità: lo stesso pretendiamo da chi vivrà e racconterà le tappe di questo nostro viaggio entusiasmante”.