Parole che guardano a est, ancora, nonostante l’espansione programmata in Vietnam. Parole di Murray Barnett, responsabile delle sponsorizzazioni globali per la Formula 1, possibiliste sull’organizzazione di un secondo gran premio in Cina. Fondamentale chiarire il contesto dei commenti resi all’agenzia di stampa nazionale cinese, un mercato da oltre un miliardo di persone, sul quale rafforzare la presenza della Formula 1 ed esplorare le possibilità legate all'impegno di nuovi sponsor.

Ci piacerebbe correre una seconda gara qui in Cina, forse non sarà nel breve periodo a causa del calendario serrato ma vogliamo assolutamente programmare un secondo gran premio”, ha commentato Barnett. Shanghai ha rinnovato per altre 3 stagioni nel 2017 e, prima ancora di immaginare una seconda gara in Cina, Barnett sottolinea il bisogno di iniziative a contorno che facciano respirare aria di Formula 1 con maggior incisività, alla vigilia di un’edizione che coinciderà con il gran premio numero 1.000 della storia.

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“Stiamo guardando a una serie di cose diverse per provare a generare maggiore interesse locale, non possiamo esserci solo per i 3 giorni del Gran Premio a Shanghai”, ha proseguito, commentando anche la possibilità di vedere, un giorno, un pilota cinese in griglia di partenza. Pessimo concetto di rappresentanza nazionale a prescindere dai meriti, come già avvenuto con le parole di Chase Carey relativamente al Gran Premio del Vietnam.

“E ci piacerebbe vedere anche un pilota cinese in Formula 1, l’ultima parola spetta ai team e credo che sappiano quale grandiosa opportunità sarebbe avere un pilota cinese, potremmo vederlo molto presto”, la grandiosa opportunità è, ancora, da leggere con gli occhi delle sponsorizzazioni e della leva che eserciterebbe sul pubblico locale.

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