L’idea: rendere l’asfalto più abrasivo. L’obiettivo? Obbligare i team a effettuare più di una sosta. Ultima spiaggia di uno "spettacolo" forzato, con l’imprevisto dietro l’angolo, qualcosa in più da offrire al pubblico, azione altrimenti minima.

Dove? Sochi, Russia. La pista non certo più coinvolgente del mondiale, causa vincoli architettonici, il desiderio di volerla sviluppare nell’area olimpica. “Siamo all’interno del parco Olimpico e circondati da panorami straordinari. Modificare il tracciato è piuttosto difficile, ha commentato l’a.d. della società organizzatrice del Gran Premio, Alexey Titov. 

L’idea di modificare la tracciatura si era affacciata già lo scorso anno, così come la, recente, conferma di voler intervenire sull’asfalto per variarne le caratteristiche. Sochi è, negli anni, rimasta nella memoria per la prima edizione corsa su un fondo scivolosissimo, causa posa in extremis e asfalto a trasudare oli. Ha regalato le prime tre curve folli del 2016, con Kvyat a fare strike su Vettel, ha regalato il 2018 del confronto (breve) Hamilton-Vettel e dell’ordine di scuderia imposto a Bottas. Poco altro per farsi ricordare, il feudo Mercedes.

L’asfalto, in realtà, già dalla seconda edizione del 2015 ha modificato notevolmente le proprie caratteristiche, trovando maggiore abrasività. Adesso l’idea è di trattare la superficie per renderla più aggressiva: “Cercheremo delle soluzioni per modificare l’abrasività dell’asfalto, esamineremo nel dettaglio tale possibilità”.