Una stagione all’attacco, partendo da un progetto interamente sviluppato dal foglio bianco. Renault guarda al 2019 che inizierà ufficialmente dal lancio della RS19 il 12 febbraio prossimo, monoposto che dovrà confermare la scuderia quarta forza nel mondiale e, se possibile, con un distacco inferiore rispetto ai primi tre. È l’obiettivo fissato a Enstone, nella seconda parte del programma stilato al rientro in veste ufficiale, andare all’attacco. 

“La sfida inizia adesso, in termini di chiusura del gap dai primi tre. Quando Renault decise di rientrare in Formula 1 e rilevò il team a Enstone c’era un piano su sei anni. I primi 3 sono stati di ricostruzione, i prossimi tre sono stati bollati come anni di attacco. Vuol dire andare a lottare con i migliori”, spiega Marcin Budkowski a Sky UK. Obiettivo ambizioso, immaginare di poter attaccare tre team in un passaggio di evoluzione regolamentare sì ma con un distacco superiore al secondo da azzerare, stando al rendimento assicurato da Renault lo scorso anno.

“Siamo più o meno lì in termini di ricostruzione del team, per infrastrutture e risorse umane. Adesso nei prossimi tre anni ci aspettiamo di riprendere progressivamente i primi 3 e sfidarli per le vittorie e, speriamo, i campionati”.

L’impatto delle nuove norme sulla semplificazione dell’ala anteriore rischiano di allargare ancora la forbice tra Ferrari, Mercedes, Red Bull e il resto del gruppo, indicate tutte già ad aver recuperato la quota di carico aerodinamico che si immaginava sarebbe andata persa con le nuove ali anteriori.

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Sull’impatto del regolamento tecnico, Budkowski aggiunge: “Stanno semplificando notevolmente le macchine e abbiamo perso molti punti di prestazione all’inizio, credo sia accaduto a tutti, ma ne abbiamo recuperata una parte. In termini di rimescolamento dei valori, pensiamo che i top team avranno perso probabilmenet più di quanto non sia accaduto a noi, e questo per definizione, perché erano migliori di noi, meglio ottimizzati e con maggiore performance estratta dalla piattaforma aerodinamica che avevano.

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Ma sono anche meglio attrezzati per riguadagnare più in fretta le prestazioni andate perse. Hanno strutture più grandi, più risorse e hanno la conoscenza ed esperienza che permette loro di raggiungere quel livello di ottimizzazione”.