Cercasi punti fermi, accordi scolpiti nella pietra, che la Formula 1 ancora non può dire di aver raggiunto sul proprio futuro. Piano sportivo e tecnico, in vista del 2021, rapporti con i promoter dei gran premi in calendario, perlomeno con i promoter rappresentati dalla FOPA, 16 organizzatori che da Londra, alla vigilia di un incontro con Liberty per discutere del futuro della Formula 1, diffondono una nota molto critica indirizzata alla gestione di Carey & Co.

Diritti televisivi, coinvolgimento nei processi decisionali, tutela delle gare storiche, sono i tre punti centrali nella contestazione mossa dalla FOPA, che nel documento diffuso lunedì dopo l’incontro dell’associazione a Londra sottolinea: “Non è nell’interesse di lungo periodo dello sport che i tifosi perdano il libero accesso alla diffusione televisiva e al contenuto.

Manca chiarezza nelle nuove iniziative in Formula 1 e vi è un’assenza di coinvolgimento dei promoters nell’attuazione delle stesse iniziative.

Le nuove gare non dovrebbero essere introdotte a discapito di eventi esistenti, sebbene l’associazione sia incoraggiata dai modelli di business alternativi offerti a possibili sedi”.

Documento di critica che non è stato condiviso dal promoter del Gran Premio di Russia, ad accusare, anzi, la FOPA di polemiche sterili e su temi destinati a essere discussi e risolti nell’incontro tra organizzatori e Formula 1.

Nei prossimi mesi andranno siglati i rinnovi contrattuali del Gran Premio di Spagna, del GP d’Italia, del Messico, mentre scenari differenti si prospettano per Silverstone e Hockenheim. Quest’ultima ha firmato un contratto annuale lo scorso anno, contro ogni previsione, che dava l’edizione 2018 quale recita finale della F1 in Germania; Silverstone, invece, ha attivato la clausola d’uscita per l’insostenibilità delle condizioni economiche negoziate con Bernie Ecclestone, un accordo per 17 anni con progressivo incremento dei diritti da pagare alla Formula 1.

Formula 1, voglia di Cina bis in futuro

E Stuart Pringle, presidente della FOPA, nonché direttore esecutivo di Silverstone, ha sottolineato allo Sportsmail: “Le idee di Liberty sono frammentarie, tutti sono scontenti. Siamo rimasti accondiscendenti e calmi fino a ora, ma nutriamo grandi preoccupazioni sul futuro stato di salute dello sport sotto l’attuale gestione. Miami sembra otterrà un accordo gratuito (si discute di una possibile quota in funzione dei proventi generati dall'evento;ndr) e questo non è andato giù a nessuno, non ultimi i tipi a Austin, Texas, che lavorano tanto per pagare la propria gara. Se questo continuerà, la Formula 1 correrà su circuiti di secondo ordine, se non nessuno”

WRC, Todt: "Il futuro è ibrido"

Un fermento che si inserisce accanto ad altri temi centrali per il futuro della Formula 1, sui quali maturare un accordo definitivo: dal limite di spesa progressivo alla nuova forma che avrà il Patto della Concordia in scadenza nel 2020, ergo, una ripartizione dei proventi diversa e più equa tra i team, dai regolamenti definitivi sui motori alle scelte legate all’aerodinamica delle monoposto nel 2021, fino ai percorsi decisionali, che superino l’attuale schema imperniato sullo Strategy Group. Ventiquattro mesi che dovranno portare a un completo riassetto della categoria.