Al primo ruggito della monoposto 2019, con la power unit accesa a Maranello, si è sommato il ruggito dei risultati finanziari Ferrari. Un 2018 forte, con utile netto in crescita del 46%, che ha trainato il titolo in Borsa di nuovo oltre i 100 euro/azione. Un Cavallino “toro” sui mercati che dovrà esserlo anche in pista. E l’amministratore delegato Louis Camilleri ha annunciato lo stanziamento di risorse finanziarie superiori per centrare l’obiettivo.

L’impegno economico supplementare messo sul tavolo da Mercedes lo scorso campionato ha fatto compiere alla W09 un radicale salto di qualità, iniezione di risorse che va ad aggiungersi a budget da diverse centinaia di milioni di euro a stagione, che la Formula 1 vorrebbe drasticamente ridurre a partire dal 2021.

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"Per il 2019 l'obiettivo è vincere”, ha dichiarato Camilleri nel corso della conference call di presentazione dei risultati finanziari, aggiungendo come vi sarà un aumento delle spese per supportare le velleità di titolo iridato: "Nel 2018 abbiamo raggiunto il migliore risultato da quando abbiamo vinto il campionato costruttori. Per il 2019 l'obiettivo è vincere. E per questo investiremo. La crescita degli investimenti è dovuta anche all'adattamento alle nuove regole".

Giova ricordare come l'introduzione dell'ala anteriore semplificata, una completa rivisitazione della filosofia di gestione dell'aerodinamica della monoposto, porterà - secondo quanto dichiarato nei mesi scorsi da Helmut Marko - a un impegno superiore rispetto allo scorso anno per circa 15 milioni di euro, frutto dello sviluppo che verrà prodotto nel corso del campionato. 

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Corse e prodotto, industria. Per segnalare una produzione Ferrari nel 2018 a 9.500 unità, in crescita del 10% sul 2017, e tracciare le prossime tappe da affrontare. Camilleri ha collocato l’arrivo della prima Ferrari elettrica oltre il 2022, mentre il 2019 sarà, sul fronte del prodotto stradale, anno del debutto di un super-ibrido - è atteso un modello V8 -, dalle alte prestazioni concettualmente vicine alle soluzioni della F1, secondo quanto emerso lo scorso anno: turbo elettrico (girante e compressore non più fisicamente interconnessi) e motogeneratore cinetico a supportare l'unità termica.