Il numero dei successi maturati nell’era turbo ibrida è un primo, ovvio, elemento di differenziazione. Tra Ferrari e Mercedes, statistica a parte, c’è il carico e la pressione della storia, riversato sulle spalle del Cavallino in misura sconosciuta a qualsiasi altro team e, di conseguenza, ambiente che ha la vittoria quale obbligo.

Toto Wolff, intervistato dagli olandesi di Formule 1, indica il diverso approccio che contraddistingue il team anglo-tedesco dalla Ferrari, tra le differenze sostanziali: “Non affrontiamo ogni week end con la predisposizione che la vittoria sia un dovere. Se corriamo delle gare nelle quali il secondo posto è il massimo risultato possibile e abbiamo fatto tutto il possibile, sono in pace col risultato.

Credo sia la più grande differenza tra noi e la Ferrari, loro hanno la mentalità che qualsiasi risultato al di sotto della vittoria non sia abbastanza. Loro devono vincere, arrivare secondi è ritenuto un fallimento, anche se avviene facendo del loro meglio”.

La gestione della singola gara nell’arco di un campionato lungo è essenziale, Hamilton ha scritto la pagina migliore della propria carriera lo scorso anno proprio nella capacità di massimizzare il risultato a ogni GP.

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Una gestione che premia nei confronti tra monoposto che si equivalgono per prestazioni, scenario che ha contraddistinto una buona fetta di mondiale 2018. Alternanza Mercedes-Ferrari trasformatasi nell’allungo tecnico decisivo tra Monza e Suzuka.

“E’ nel nostro dna restare modesti quando vinciamo, non diamo per scontata la vittoria, non la consideriamo qualcosa di ovvio né un nostro diritto”, ha aggiunto Wolff.

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