L’ottimismo smisurato di Helmut Marko ha caricato di aspettative il mondiale 2019 di Red Bull e Honda. Sarà la stagione dell’aggancio al vertice, il motorista arriverà a valere Ferrari e Mercedes, introdurrà Red Bull alla modalità qualifica che dovrà consentire di battagliare per la pole. Ambizioni da verificare alla prova della pista, in un progresso tecnico chiamato a far coesistere prestazione e tenuta, con già l’ammissione che un campionato nel quale impiegare più di tre power unit è uno scenario concreto, gestibile e dagli effetti negativi tutto sommato neutralizzabili. Parola di Marko.

Poi ci sono le parole di Max Verstappen, profilo più cauto sul campionato che potrà disputare Red Bull-Honda. “Tutti sono molto motivati, è un nuovo inizio con Honda e non vediamo l’ora parta la nuova stagione. Non credo che agganceremo, in termini di potenza, Ferrari e Mercedes sin dall’inizio, ma Honda sta dando tutto per arrivarci il più in fretta possibile”, racconta a margine di un evento con lo sponsor personale d’abbigliamento, con una linea dedicata, G-Star M Raw-X.

“Il team ha tanta energia positiva, vedi la determinazione a vincere e credo adesso funzioni da entrambe le parti, dal team e dal motorista”, ha aggiunto.

Il 13 febbraio si alzeranno i veli sulla Red Bull RB15, progetto chiamato a confermare le doti telaistiche della RB14, integrare al meglio la power unit Honda nella veste aerodinamica del retrotreno e rivelare se la caratteristica dell’assetto molto picchiato, un rake il più spinto tra i top team, sarà ancora centrale nella filosofia della monoposto, pur con il cambio radicale di filosofia nella gestione dei flussi aerodinamici dall’ala anteriore.

Ho guidato la nuova macchina solo al simulatore, le sensazioni sono positive, ma ovviamente non sai mai cosa stiano facendo gli altri team. Dovremo aspettare e vedere, me compreso. È avvincente, sebbene sia un’eccitazione che si materializzerà davvero quando sarò in macchina, prima di allora è difficile dire cosa aspettarsi”, commenta Max.

Insegue la prima pole in carriera e, soprattutto, una costanza che potrebbe tenerlo in gioco per il titolo, dovesse Red Bull dimostrarsi in grado di sfidare a ogni week end Ferrari e Mercedes, non più su piste specifiche e favorevoli alle caratteristiche del telaio: Proveremo a vincere più gare possibili e, se così fosse, potremo puntare anche al titolo mondiale. È difficile esprimere un giudizio, spero però sarà positivo. Al momento non sappiamo quanto siano validi la macchina e il motore, quanto siano forti gli avversarsi. Proverò sempre a dare il meglio di me stesso e speriamo sia sufficiente”.