Un dissenso quasi fisiologico, così Chase Carey relega la nota della FOPA resa pubblica a ridosso dell’incontro tra Liberty Media e i promoters dei gran premi di Formula 1 a Londra, la scorsa settimana. Il boss della Formula 1 si interroga sul tempismo, sulla necessità di criticare la gestione del Circus proprio a ridosso di un incontro che avrebbe trattato gli stessi punti sollevati dagli organizzatori. 

“Realisticamente, se metti 21 persone in una stanza sei destinato a trovarne un paio che avranno di che lamentarsi. Il fatto che pochi volessero trovare qualcosa di cui lamentarsi, fa parte della vita. Non cambierà quel che stiamo facendo, in grande maggioranza i promoters hanno appoggiato quel che stiamo facendo”, ha commentato Carey a Espn.

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“Ho dato risposta a tutti e tre i punti contestati ma in realtà nessuno li ha fatti emergere, li hanno espressi in un comunicato stampa, il che è un po’ strano. E la cosa più strana è che l’abbiano fatto la notte prima dell’incontro in programma, avevamo già definito la discussione delle iniziative e loro, solo pochi tizi, hanno diffuso un comunicato dicendo che c’è bisogno di discutere.

Non cita direttamente nessun promoter Carey ma non si lascia sfuggire una segnalazione sui metodi scelti da Silverstone, in trattativa da due anni per ridiscutere il contratto siglato con Bernie Ecclestone e trovare un accordo con Liberty Media che sia meno oneroso per il BRDC: “Sono trattative private tra noi e i promoters, Silverstone ha scelto un paio di anni fa di renderle pubbliche ma noi abbiamo continuato a trattarla come una discussione privata, con loro e gli altri partner”.

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Tra i timori espressi dalla FOPA, la possibilità che la Formula 1 privilegi nuove sedi a discapito dei circuiti storici, aspetto sul quale Carey ha replicato: “Di certo non stiamo inseguendo nuove sedi a discapito delle esistenti, la realtà è che abbiamo rinnovato i contratti da quando abbiamo assunto il controllo 2 anni fa e l’unica gara non rinnovata è la Malesia, per una decisione consensuale, questa è la realtà.

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Detto ciò vogliamo collaborazioni di lungo periodo e credo sia importante darvi freschezza e nuova energia. Ci sono alcuni mercati nei quali siamo presenti ma non nel modo in cui pensiamo potremmo esserci. Gran parte dei nostri partner attuali sono collaborazioni di lungo periodo e mi aspetto che gran parte di esse continui. Però credo sia importante aggiungere una nuova gara là dove vi sia l’opportunità di aggiungere qualcosa di speciale”. A partire dal Vietnam, sul quale Carey si è detto convinto abbia catalizzato l’attenzione e l’interesse globale.