"Leclerc va alla Ferrari per imparare e ottenere risultati: due cose assolutamente compatibili. Non dimentichiamo che ha alle spalle solo 21 Gp, Vettel più di duecento ed è un quattro volte campione del mondo! Non è un dettaglio. Charles dovrà tenere i piedi per terra, e io dovrò aiutarlo in questo".

In un’intervista in esclusiva concessa al Corriere dello Sport, Nicolas Todt traccia il futuro del neo ferrarista e aggiunge: "Charles finora non è mai salito sul podio perché non ha avuto la macchina che glielo consentisse. Quando l’avrà sarà campione del mondo nel giro di qualche anno: ne sono convinto".

Il manager del monegasco che si prepara a debuttare sulla Ferrari F.1 2019 sottolinea: "L’errore che Charles non dovrà commettere? Essere impaziente. Ha solo 21 anni e dovrà gestire la delusione della sconfitta, cosa che lui prova anche quando arriva secondo. Charles si pone sempre obiettivi molto alti, ma non sarà un problema: ci scommetto".

Con Vettel, Leclerc, Raikkonen e Giovinazzi sembra proprio una F.1 un po’ più ferrarista. Puntualizza il 41enne manager francese: "La Ferrari ha capito che valeva investire sui giovani e oggi comincia a raccogliere i frutti di quella scelta. Una volta era quasi impossibile che un giovane salisse da titolare sulla Rossa, oggi abbiamo Charles ed è bello anche avere Giovinazzi all’Alfa Romeo. Un giovane forte è un doppio investimento: fa andare la macchina ed è un asset sottratto alla concorrenza".

E a proposito di giovani, nell’intervista al Corriere dello Sport, Nicolas Todt parla anche di Mick Schumacher: "Dopo Leclerc, Kyvat, Massa, Lopez, Calado, Colett e Mini molto probabilmente avrò un ruolo anche con Mick. Oggi sono suo amico e diciamo che ho avuto un certo coinvolgimento nel suo ingresso alla FDA".

Mick alla Ferrari è una storia speciale"Chiedete in qualsiasi angolo del mondo se sanno chi sia Schumacher e vi sapranno rispondere. Se poi abbini quel nome alla parola Ferrari…, una cosa assolutamente speciale. Mick in F.1 sarebbe straordinario non solo per la sua famiglia, ma per lo sport, per la Ferrari, per i tifosi. Una storia che ricomincia: fantastico per tutti. Mick è un ragazzo piacevole, educato, simpatico. Merito della sua famiglia, di Michael e di Corinna. Tanta gente orienta verso di lui l’affetto che prova per Michael. Questo amplifica le attese ma il nome non rende veloce e lui il suo futuro dovrà costruirselo".