Un contrattempo ne ha accorciato il programma al mattino, quando il profilo superiore dell’ala posteriore e volato via in pieno rettilineo, a causa di un problema al DRS. Daniel Ricciardo chiude con 28 passaggi il secondo giorno al volante della Renault RS19, che proseguirà il lavoro pomeridiano con Nico Hulkenberg.

È nella fase di presa di contatto e familiarità con la nuova monoposto, premesse che è logico immaginare siano completamente diverse dalla Red Bull lasciata al termine dello scorso anno. Com’è logico avvenga, il commento gira al largo da indizi chiari che dicano della competitività della RS19 e Daniel racconta:Non ho trovato tante differenze, la prima cosa importante è essere comodo in macchina, con il sedile, lo sterzo, tutte le funzioni e per questo è tutto a posto.

Le caratteristiche della macchina, fino adesso sembra normale, l’unica sorpresa che ho avuto è stato quando si è rotto il DRS. Prima ho fatto un long run di 15 giri e mi sono sentito bene, il modo in cui la macchina usa le gomme, è ancora presto ma non ci sono sorprese negative. Basso profilo e parole misurate, nonostante il personaggio resti sempre molto espansivo e loquace. Il “non ci sono sorprese” replica, nei fatti, le prime indicazioni di Hulkenberg ieri. Ecco, Renault, di sorprese e tanto positive, ne avrà bisogno per confermarsi al vertice della serratissima lotta che si prospetta a metà schieramento.

Segui la diretta dei test di Barcellona

Approfondendo il momento dell’uscita di pista, quando l’ala posteriore ha perso il flap superiore, Daniel spiega: “Il DRS è un po’ diverso dall’anno scorso, c’è un guadagno maggiore (frutto di un’altezza dell’apertura tra piano principale e flap più ampia; ndr), forse si crea più pressione con i nuovi pezzi (prima del cedimento, il flap era chiaramente ricurvo verso l’alto nella vista frontale; ndr).

Ho perso la macchina, non ho capito esattamente cosa stesse accadendo e mi sono girato. Sono contento di non aver toccato le barriere e perso ancora più tempo. Quantomeno i test sono fatti per questo, imparare, da piccoli errori e non commetterli”.

L'editoriale del direttore: Quanto impegna essereFerrari

Di Renault e dei progressi possibili, Daniel dice: “E’ stato un debutto positivo, abbiamo una buona base per crescere. Quanto al resto del gruppo, segnala lo stato di forma della SF90: “Gli altri non so, Ferrari è andata molto bene ma le altre squadre è molto difficile fare dei confronti. Ho visto i giri che ha fatto la Ferrari con Seb; sono sempre stati molto forti nei test e costanti durante la stagione, non sono una sorpresa. A livello di prestazioni e affidabilità stanno lanciando un segnale forte e probabilmente è l’unico team ad aver lanciato un segnale forte”.

Horner, un'opera d'arte l'installazione del motore Honda sul telaio

In casa Red Bull, chilometri e apprezzamenti pubblici, di Horner, nei confronti di Honda. In Renault, invece, che power unit ha ritrovato, Ricciardo, rispetto all’unità impiegata nel 2018? “A dire il vero siamo andati in modo conservativo e non possiamo sapere esattamente quale sia la potenza da esprimere. Le sensazioni posso dire che sono piuttosto buone, non ho preoccupazioni da quel punto di vista”.