Il bilancio iniziale è assolutamente positivo. Per chilometri percorsi, affidabilità quindi, per impressioni restituite, per feeling creato con la nuova macchina. Charles Leclerc parla a Barcellona e racconta di due giornate al volante, di quel che la Ferrari SF90 ha “comunicato” e ripete una sorta di mantra: “Sono concentrato su me stesso, c’è un percorso di adattamento da fare, sarò contento se riuscirò ad abituarmi il più in fretta possibile alla macchina”

La prima sessione di test si conclude con un chilometraggio elevatissimo, 295 giri (oltre 1.370 km) ripartiti tra i 157 di martedì e i 138 odierni: “Onestamente, per il numero di giri mi sa che non ero preparato, neanche il mio collo lo era il primo giorno: è stato molto difficile fisicamente. Però sì, è stata una giornata con pochi problemi, con una macchina nuova, il team ha fatto davvero un buon lavoro nella pausa (invernale; ndr) per fare una monoposto molto solida”, spiega nel corso della conferenza stampa.

Da subito, a colpire, è stata la facilità con la quale questa Ferrari SF90 trova il tempo, sebbene il lavoro non sia stato certo indirizzato a ricercare la prestazione e, su tale fronte, sarà tra una settimana che arriverà qualche lampo in più, di verifica e ricerca di conferme. “Sulla performance è difficile giudicare, però, avere una macchina da guidare abbastanza come la voglio è uno step molto positivo. Non vedevo l’ora di provare questa macchina, con queste nuove ali per capire il feeling con il cambio di regolamento: sono rimasto sorpreso, come ho detto è già una macchina molto solida”. Il Leclerc del debutto, del 2018 in Alfa Sauber, individuò in Baku il momento centrale nel quale capì come adattare lo stile di guida alla monoposto. Trovarsi immediatamente a proprio agio con il progetto SF90 è un dato tra i più positivi che potesse ricavare.

Quando gli chiedono quale sia stato l’aspetto migliore rilevato in macchina, aggiunge:La guidabilità direi. Quanto al motore è impossibile dire in questo momento. Sono due piste diverse (Barcellona e Abu Dhabi, dove testò la SF71H; ndr), difficile dire, la guidabilità sicuramente mi ha sorpreso.

Sulla concorrenza non si pronuncia, dall’esterno le sensazioni avute vedono i tre big svettare naturalmente su tutti gli altri. Ritrovare tre macchine e sei piloti in lotta per la vittoria, a Melbourne, sarebbe l’alba ideale del mondiale 2019. E una Ferrari a due punte, Vettel-Leclerc, un avversario molto più difficile da marcare.

Leclerc da titolo? Lo diranno la pista e i risultati, non certo i preconcetti su quanto sia o meno “sufficientemente esperto per dimostrarsi vincente”. Lui, Charles, conserva il profilo di chi lavora per migliorare e raccogliere i frutti di tale lavoro:Per adesso non ci ho pensato al titolo, non so cosa voglia dire “preparato”, ho ancora tanto da imparare, la mia esperienza in F1 non è grandissima, c’è tanto da imparare. Con la testa non vedo l’ora di lottare e girare con loro, se sono preparato o meno lo vedremo alla prima gara”.