Ha recuperato il filming day programmato, in origine, alla vigilia della prima sessione di test. Adesso, in Williams, dovranno provare a sfruttare al meglio la quattro giorno alle porte, ultima sessione di prove invernali per capire davvero come funziona la FW42

Per un Robert Kubica che ha tratteggiato tutta la criticità della situazione vissuta dal team, un ritardo nel debutto in pista dalla coda lunga, destinato a intaccare la preparazione dei week end di gara in avvio di campionato, c’è un George Russell dai commenti un po’ meno spigolosi.

E azzarda un confronto con la ex Force India, nell'analizzare la situazione e i pochissimi chilometri percorsi (410 ai quali sommare i 100 del filming day di venerdì scorso). “Abbiamo già vissuto questa situazione con Force India, anche loro saltarono giornate di test nel 2015 e finirono al quinto posto in campionato. I test non ti danno punti, chi può sapere cosa accadrà? Ovviamente è seccante dover guardare gli altri da bordo pista, da pilota è chiaro che vorresti girare”, racconta. Nel 2015, ricordiamo, Force India effettuò una sessione di test invernali, a Barcellona, con la monoposto 2014, la seconda con la monoposto 2015 e rinunciò alla prima di Jerez, in un ritardo dettato dal passaggio alla galleria del vento di proprietà Toyota in Germania.

Un auspicio, ripetere la parabola che seppe disegnare il team di Mallya, con alla base condizioni di partenza agli antipodi: da un lato un team celebrato in questi ultimi 4 anni per l’efficienza e il rendimento sulla base delle risorse – umane ed economiche – disponibili, dall’altro una Williams dalla struttura con più uomini e disponibilità finanziarie ma da anni ormai puntualmente a deludere quelle che sono le aspettative su un team di metà schieramento.

Il Russell “avvocato difensore” del team prosegue e commenta: “Io stesso non avevo davvero realizzato quanto lavoro servisse per mettere insieme e far girare una monoposto di Formula 1. Quando ho visitato la fabbrica a gennaio sono rimasto impressionato da quanto lavoro richieda anche il più semplice dei componenti, eppure ho fatto parte per due anni del junior team Mercedes.

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Capisco quanto lavoro sia stato svolto dietro le quinte, so che nessuno ha deliberatamente creato questa situazione. Tutti lavorano come pazzi per farcela e, sinceramente, questo è un sollievo: sono molto fiero dei ragazzi che stanno lavorando così duramente, è un privilegio guidare per questa squadra. È chiaro che abbiamo meno chilometri utili di esperienza con la nuova macchina rispetto agli altri, ma ho assolutamente fiducia nel team”.