Mick Schumacher sull’Alfa Romeo nei test dedicati ai giovani piloti? Lo scenario è concreto, sebbene non abbia ancora l’ufficialità. Dopo l’anticipazione di questi giorni, di un possibile debutto al volante della C38, prima di calarsi nell’abitacolo della Ferrari SF90 nel test infracampionato di Barcellona, Frederic Vasseur conferma che il nome del pilota della FDA è tra i candidati a girare per il team.

Una decisione da prendere di comune accordo con la Ferrari e che tenga conto del percorso di sviluppo della C38. Alle due giornate in programma dopo il Gran Premio del Bahrain si sommerà la due giorni successiva al GP di Spagna, tradizionale appuntamento nel quale i team introducono importanti pacchetti di sviluppo dopo la fase iniziale di campionato.

L’idea di un Mick Schumacher da impiegare al volante dell’Alfa Romeo è funzionale a una prima presa di contatto con la Formula 1, che anticipi l’esordio direttamente su una Ferrari. Da regolamento, in due delle quattro giornate in programma, ogni team deve utilizzare un pilota che non abbia all’attivo più di due gran premi corsi nella massima serie. Da qui il “rookie” degli eventi, a tutti gli effetti sessioni di sviluppo durante la stagione.

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C’è un elenco e Mick ne fa parte, perché è uno dei ragazzi della Formula 2 che hanno i requisiti per poter disputare il test destinato ai rookie. La scelta è piuttosto limitata ma non abbiamo ancora preso una decisione, commenta Vasseur al sito ufficiale della Formula 1. Alfa Romeo Racing che, da quest’anno, ha il proprio junior team in Formula 2, Sauber Junior Team con Charouz, e schiera Manuel Correa e un altro Ferrari Driver Academy, Callum Ilott.

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“Ci sono diversi nomi in lizza, continueremo a vagliare le opzioni disponibili e discuterne con la Ferrari”, prosegue Vasseur, sottolineando come la decisione dovrà essere assunta valutando le esigenze del team sullo sviluppo della monoposto: La priorità assoluta è conoscere quando introdurremo grandi aggiornamenti. Se non dovessimo essere pronti per un grande sviluppo in Bahrain, potremo svolgere i test rookie e disputare veri test con i piloti titolari a Barcellona. Oppure, potremmo dividere il lavoro e far disputare un test a ciascuno dei titolari, si tratta di una decisione tecnica.

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Il feedback del pilota è così importante ed è problematico trovare qualcuno che dia buoni riscontri ma non abbia corso più di due gare in Formula 1”.