La giornata odierna di test precampionato a Barcellona (la sesta complessiva e la seconda di questa tornata) ha visto l'attenzione quasi tutta sul guaio Ferrari, quando nella terza ora di prove mattutine Sebastian Vettel è andato a sbattere in curva 3 appena passato il 40esimo giro e aveva già un crono che l'ha tenuto 3° a fine giornata (con le Pirelli C3). Al momento in cui scriviamo non è stato ancora chiarito il motivo dell'incidente, fermo restando che si è trattato di un cedimento meccanico, come ha spiegato anche lo stesso Seb. In questa sede prendiamo come fattori positivi che la squadra non si sia nascosta nelle comunicazioni e che abbia subito difeso il pilota da possibili illazioni.

Il pomeriggio però è passato con la ricerca della possibile causa, che a quanto ci risulta non è stata individuata con certezza. Del resto, quando si va a picchiare contro le barriere uscendo di pista a 230 km orari, non è che i pezzi rimasti siano molto investigabili… I danni evidenti erano tutti all'avantreno e riguardavano musetto, ala e sospensione destra, ma ovviamente è possibile ci fossero problemi anche interni (magari proprio quelli che hanno causato l'uscita). In ogni caso quasi alla fine della giornata si è riusciti a rimandare in pista Charles Leclerc per un giro di verifica, in modo da sapere che tutto sia a posto per quando lo si rimanderà in pista domani mattina.

Per quanto riguarda i riscontri cronometrici e chilometrici, la giornata ha visto svettare nuovamente la McLaren, stavolta con Carlos Sainz autore della migliore prestazione di picco e in grado di completare 130 giri. Da quest'ultimo punto di vista, stupisce in positivo che la Williams FW42 abbia eguagliato il numero dei giri con Robert Kubica al volante. Da un lato questo certifica che il pilota polacco non abbia particolari problemi di tenuta fisica, dall'altro che pur nel ritardo accumulato si sta cercando (riuscendovi) di recuperare chilometri, pur se come prestazione pura manca ancora qualcosa.

Sulla distanza, da evidenziare anche i 176 giri completati in tutto dalla Mercedes W10, 74 con Valtteri Bottas e 102 con Lewis Hamilton che ha condotto anche una simulazione di gara. Che anche stavolta non hanno puntato alla prestazione sul giro secco, impostati su tutt'altro genere di programma. Lo stesso per la Renault, 130 giri con Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, che infatti accompagnano in coda alla lista dei giri veloci i piloti Mercedes.

Così come Sainz, anche Sergio Perez ha utilizzato le Pirelli soft rosse (lui pure le C5 anziché C4) classificandosi 2°, lo stesso per Kimi Raikkonen (4° sulle C4) e Romain Grosjean (5° su C5). Ma tra questi è parso più significativo il buon passo mostrato dalla Haas nel corso dei long run, paragonabile a quello di Max Verstappen che con le gomme "gialle" (C3) risulta 6° a 2 decimi esatti da Vettel. Non male nemmeno la Toro Rosso con Daniil Kvyat, considerando che, pur con gomme C4, è dentro a un range di 8 piloti separati tra loro di nemmeno 9 decimi di secondo, tra Vettel 3° e Hulkenberg 10°.

Ora resta "solo" da vedere, dunque, come proseguiranno questi test e come continueranno ad evolvere le nuove monoposto 2019, augurandoci magari che nelle restanti due giornate si possa pregustare un piccolo duello a colpi di simulazioni di qualifica anche tra i primi tre top team.