I test di Barcellona hanno offerto un primo quadro sul rendimento delle gomme Pirelli 2019 in abbinamento alle nuove monoposto. Sensazioni che andranno verificate sui campi di gara, con temperature diverse e, come anticipato da Mario Isola, differenze tra ciascuna mescola destinate a essere superiori rispetto ai riscontri avuti in due sessioni di prove.

Tra gli obiettivi di Pirelli nello sviluppo della gamma 2019, la riduzione del blistering sulle mescole più morbide (la Hypersoft dello scorso anno, oggi C5) e la creazione di un delta prestazionale uniforme sull’intera gamma. Per farlo, i tecnici sono partiti dalle gomme con battistrada assottigliato di 0,4 millimetri, utilizzato nel 2018 in tre gran premi (Spagna, Francia, Gran Bretagna).

L'analisi dei test invernali

Mescole, quelle, particolarmente apprezzate da Hamilton, che non ha mancato una sottolineatura quando gli è stato chiesto quali sensazioni abbia avuto sulle nuove Pirelli: “Non ho molte cose buone da dire in merito, perciò è meglio che non dica niente.

Sarà una sfida quest’anno con le gomme, lo sarà più di quanto non lo sia stata l’anno scorso, quando avevamo una buona gomma.

Abbiamo avuto quelle con il profilo più basso (il battistrada assottigliato; ndr), credo in Francia e a Silverstone, ed era una gomma decisamente buona. La cosa più semplice che avrebbero potuto fare era portarle in questa stagione ma non l’hanno fatto e hanno portato qualcos’altro”. 

Pirelli 2019 che dovrebbero garantire ai piloti maggiori possibilità di spingere su ritmi più elevati nell’arco dello stint in gara. A Melbourne si correrà con le C2, C3 e C4, nominate rispettivamente gomma Hard, media e Soft del GP d’Australia. E anche sulla denominazione delle mescole Lewis ha commentato con scetticismo, giudicando le sigle confusionarie.

In realtà, si correrà sempre con tre denominazioni comuni a ogni Gran Premio: gomma dura, media e morbida. La differenziazione C1/C5 si è resa necessaria per individuare le diverse mescole per caratteristiche ed esigenze di circuito in circuito differenti.

A chiusura dei test, Mario Isola ha tracciato un primo bilancio sul comportamento del prodotto Pirelli 2019, su monoposto già più veloci rispetto a un anno fa, spiegando: “Si sono verificati alcuni episodi di graining dovuti alle basse temperature, un fenomeno che dovrebbe sparire con condizioni più calde, mentre non ci sono stati casi di blistering.

È difficile avere ora un quadro completo sui livelli di degrado in queste condizioni, ma al momento il divario tra ciascuna mescola è di 6-7 decimi su questo tracciato, mentre su circuiti più lunghi e con temperature più alte dovremmo avere un gap di circa 9 decimi di secondo”.