Una delle caratteristiche che, al debutto della Red Bull RB15, hanno colpito maggiormente è la compattezza degli ingombri nell’area delle pance ottenuta dall’abbinamento con la power unit Honda.

Otto giornate di test invernali hanno restituito un’affidabilità elevata, con 8.230 km coperti da Toro Rosso e Red Bull. Nessun problema particolare, eppure, il direttore tecnico Toyoharu Tanabe spiega come verranno effettuate delle modifiche per un’integrazione ottimale di motore e telaio.

È l’inverno più proficuo affrontato da Honda dal suo rientro in Formula 1 e i fantasmi del “Size Zero”, filosofia progettuale inseguita da McLaren, sono decisamente lontani. 

Compattezza dell’installazione e delle masse radianti che si traduce in diretti benefici di tipo aerodinamico. Sta ai tecnici trovare l’equilibrio perfetto tra efficienza aerodinamica ed esigenze della power unit, di affidabilità, soprattutto quando le temperature saranno molto più elevate sui campi di gara rispetto ai test.

“Siamo riusciti a girare in tutte le 8 giornate di test invernali senza grandi problemi sulla power unit e questo ci ha consentito di coprire un buon chilometraggio. Abbiamo sofferto dei problemi di minore rilevanza nella seconda settimana, è quello per cui si prova: affrontare qualsiasi cosa può sorgere prima che inizi la stagione”, ha spiegato Tanabe.

Nei mesi scorsi, l’ambiente Red Bull ha ripetuto come i rapporti con Honda sarebbero stati del tutto diversi da quanto accaduto con McLaren, lasciando massima libertà progettuale al motorista, alla ricerca di prestazioni e affidabilità. Sarebbe stato compito dei tecnici Red Bull “far stare in macchina” la power unit.

Una progettazione che vive in realtà sulla massima integrazione tra i dipartimenti, necessaria per creare il miglior pacchetto possibile.

Tanabe, intervistato da Autosport, ha svelato: “Non abbiamo seri problemi con l’attuale installazione ma abbiamo trovato alcuni aspetti a causa dello stretto packaging. La forma era un po’ troppo aggressiva, perciò dovremo farla un po’ diversa. Non è una grande preoccupazione”.

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Quella che Christian Horner ha definito un’opera d’arte, l’installazione in macchina della power unit con tutti gli accessori, “la migliore mai realizzata in Red Bull”.

Tanabe ha rivelato come siano già stati apportati dei correttivi in pista, sarà interessante in Australia scoprire eventuali soluzioni ulteriori, tra aperture più generose in prossimità dello scarico o una carrozzeria più “abbondante” in altre aree.

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Resta un inverno altamente produttivo e positivo per l’abbinata Red Bull-Honda, riassunta da Guillaume Rocquelin, capo degli ingegneri in pista: “Abbiamo imparato molto sulla RB15 e la direzione che vogliamo prendere. Honda è stata eccezionale in ogni aspetto, abbiamo avuto una grande affidabilità e il rapporto con il team è eccezionale”.