Ferrari, Mercedes, Red Bull. E poi? Pochi dubbi su chi lotterà per vittorie e podi, salvo episodi imprevedibili, dei quali dovranno approfittare le squadre del “secondo gruppo”. Lì dove la partita si preannuncia più incerta e serrata che mai, nel campionato alle porte.

Haas coltiva l’ambizione di scalare la graduatoria Costruttori e centrare il primo podio. Renault ha risorse che giustificano ambizioni di conferma. E Alfa Romeo? La C38 è la monoposto che ha offerto più spunti di interesse durante i test, nonché prodotto prestazioni convincenti.

E Toro Rosso? Honda va, l’integrazione con Red Bull produce i suoi frutti a Faenza, altro candidato a lottare nella top ten. Puoi dimenticare Racing Point? Certo che no, viste le novità che porteranno in Australia. Detto della sorte Williams più incerta che mai, resta una McLaren da posizionare nell’ordine dei valori.

A sentire Helmut Marko, sarà in fondo, davanti solo alla Williams. Previsione che, Carlos Sainz, non condivide e descrive uno scenario diverso, forse con un eccessivo ottimismo quando indica in un secondo circa il distacco sul giro della McLaren dalla SF90.

La Ferrari al momento ha, di tutto, un po’ di più. Non ha nulla che ti faccia dire 'loro hanno questa cosa e io no'. È un po’ di ogni cosa e quel secondo al giro che credo possano darci. Speriamo possa essere un po’ meno, forse sarà un po’ di più”, ha commentato nel corso di un evento con lo sponsor personale e della McLaren.

Non sono certo i tre top team il riferimento della McLaren. E Carlos lo ha riconosciuto: “Dovremo essere pazienti, si trovano con anni di vantaggio questi team”.

Dovesse aver ragione, una McLaren a 1” dai primi, il progresso sarebbe notevole per la MCL34. Il secondo di distacco dal vertice era, lo scorso anno, il gap rimediato in media dal quarto miglior team della griglia: ad Abu Dhabi, la Haas rimediò 1”4 in qualifica e Sainz, su Renault, oltre 1” al giro in gara.

L'editoriale del Direttore: L'orgoglio bello di Giovinazzi

Posizionare McLaren a circa 1” dai migliori, oggi, è una lettura che certifica un gap tra primi tre e le squadre di metà gruppo nettamente ridotto rispetto al passato. Il primo gran premio stagionale dirà se, davvero, può essere il quadro iniziale del campionato.

“Possiamo dire che per noi è stato un buon inizio, questo è sicuro. Gli 873 giri completati sono una nota positiva, la squadra è arrivata ai test invernali meglio preparata che in passato, ha imparato dagli errori e da quello che fu un difficile inizio lo scorso anno.

Sterzi a parte: Gli splendidi 86 anni di Nino Vaccarella

Andiamo in Australia con una preparazione migliore, conosciamo meglio la macchina e le aree nelle quali migliorare. Tuttavia, è presto per dire dove saremo in Australia, ma preferisco arrivarci con 870 giri che con i 400 di un anno fa”.

Melbourne 2018 illuse con il risultato di Alonso in gara, prospettando una stagione, a caccia di Red Bull – a parità di motore – che si rivelò essere, invece, un clamoroso abbaglio. Dalla power unit, Carlos registra progressi: “Ha compiuto un passo in avanti e si nota, i cavalli aggiuntivi ci daranno una mano. Dobbiamo scoprire quando ci siamo avvicinati agli altri e lo scopriremo in Australia”.