Con una monoposto arrivata in ritardo e da rivedere in diverse soluzioni tecniche, a rischio regolarità in sede di verifiche in Australia, il congedo di Paddy Lowe, confermato dalla Williams e giustificato da motivi personali, non rientra esattamente nella normalità del periodo, a una settimana dall’inizio del mondiale. 

Un congedo che ha i contorni dell’addio per Lowe, tornato in Williams nel 2017 dopo la campagna di successi ottenuti in Mercedes. Altra direzione e rendimento si attendeva la scuderia sotto la sua direzione.

Ha mancato, insieme al gruppo tecnico sotto la sua responsabilità, la progettazione della monoposto 2018, rivelatasi fallimentare. I ritardi che hanno condizionato la preparazione invernale con la FW42, oltre a essere inaccettabili hanno creato imbarazzo nel team diretto da Claire Williams, che non ne ha fatto mistero.

A Barcellona, durante i test, Lowe sottolineava lo sforzo di squadra necessario per risollevare le sorti del team: “Assolutamente sì, sono l’uomo giusto per far progredire la Williams, ma non lo farò da solo. Questo è un lavoro di squadra e abbiamo persone molto capaci, c’è un gran lavoro da fare e certo non sottovalutiamo la sfida.

Con il tempo, possiamo riportare questo team ai suoi giorni di gloria. Spesso c’è l’abitiudine di cambiare le persone quando le cose non funzionano. Ma da quel che ho osservato in Formula 1, i team più forti sono quelli che non lo fanno. Ogni problema è un’opportunità per imparare”, raccontava a Sky Sports UK.