L’incertezza della competitività in relazione agli avversari. La certezza di trovarsi in una situazione migliore di quella vissuta un anno fa. Sebastian Vettel si prepara alla prima di 21 battaglie, il Gran Premio d’Australia la “prima” da non steccare. Per riuscirci, per leggere il progresso rispetto a un anno fa, quando pure fu vittoria all’Albert Park, servirà confermarsi e farlo con un week end che può essere diverso, dalla qualifica allo sviluppo della gara. 

Siamo in una posizione migliore oggi rispetto a un anno fa, quando avevamo avuto qualche problema con la macchina e una certa fortuna in gara, grazie alla safety car, che ci permise di strappare una vittoria.

Siamo preparati. Detto questo, non possiamo migliorare i risultato ottenuto l’anno scorso. A inizio stagione c’è un certo nervosismo perché non conosci quale possa essere il tuo livello, racconta dalla prima conferenza stampa del giovedì.

Tutti i protagonisti attesi, o quasi. Hamilton e Vettel, poi Verstappen. Con Charles Leclerc a essere la seconda punta d’attacco Ferrari, in uno scenario nuovo, dopo tanti, tanti anni. Il tema sollevato da Binotto durante i test di Barcellona, di un Seb pilota di riferimento per l’esperienza nella lotta al titolo, è aggirato da Vettel quando si tratta di spiegare, in concreto, in quali situazioni potrebbe trovare il supporto di Leclerc.

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“Non credo sia utile approfondire queste situazioni, siamo liberi di gareggiare l’uno contro l’altro. Charles sta facendo del suo meglio per aiutare se stesso e il team, io farò lo stesso. Cerchiamo di riportare la Ferrari dove abbiamo cercato di portarla in questi anni, è la priorità numero 1. E’ inutile immaginare scenari particolari ora, in una stagione molto lunga”.

La corsa lunga 21 gran premi che scatta a Melbourne dovrà essere di prestazione e regolarità, di macchina e pilota: “La strada è molto lunga, non si vince o perde il campionato qui, speriamo di avere un pacchetto e un team molto forti, che ci consentano a fine anno di lottare per il campionato. Tutti siamo preda e cacciatore a questo punto della stagione, non mi sento in nessuno dei due modi. Speriamo di uscire da qui da preda, vorrà dire saremo davanti”.

E Sebastian sa di dover cancellare alcuni passaggi a vuoto che hanno caratterizzato la scorsa stagione e attirato le critiche: “Non credo che i media facciano differenza, a meno che non ci trasferiscano punti. Cercheremo di restare concentrati, c’è tanta passione nel team, che vogliamo esprimere attraverso le vittorie: è il nostro obiettivo. Il percorso è lunghissimo, dipendiamo da tante cose, cerchiamo di dipendere da noi stessi e fare il nostro lavoro, c’è una bella atmosfera”.

C’è, soprattutto, una concorrenza e un avversario da spodestare: “Sulle aspettative, quando chiudi secondo puoi leggere il risultato come un disastro, è il vincitore che si prende tutto. Lewis è stato in questa posizione negli ultimi anni e noi cercheremo di cambiare”.

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Un campionato di novità, tecniche e regolamentari. Se sul punto assegnato al pilota e team che faranno il giro più veloce in gara Seb ritiene non cambierà molto nell’economia del mondiale, sul comportamento delle monoposto quando corrono in aria disturbata da un’altra macchina, dice: “Nei test non si prova tanto a seguire e superare le altre macchine, non mi è sembrato ci fosse una grande differenza. Speriamo quest’anno sia più semplice. Nel DRS c’è stato un cambiamento,è più grande ,vedremo”.