Quello che si sviluppa per 5.303 metri lungo le strade di collegamento dell'Albert Park a Melbourne, è un tracciato che i piloti reputano molto impegnativo e "challenging". Infatti unisce le difficoltà tipiche dei circuiti cittadini alla presenza di curve veloci che alzano la velocità media. Così in molti punti abbiamo muretti che non perdonano il minimo errore, ma nelle zone dove ci sono vie di fuga non è che queste siano poi tanto abbondanti, e in ogni caso non essendo asfaltate è sempre meglio evitarle.

Come abbiamo avuto modo di vedere già nelle prime prove, i piloti meno esperti (per di più all'inizio della loro apparizione in F1) come Albon non sono riusciti ad evitare certe insidie, e del resto pure quelli che hanno ben maggiore esperienza non sono stati immuni da errori, favoriti anche dal vento e dal fondo inizialmente molto sporco, qui ancor più che in altri casi. Le condizioni meteo sono comunque previste buone per tutto il weekend.

Abbiamo punti molto "delicati" come la velocissima esse delle curve 11 e 12 che si fa quasi "in pieno"; ma anche la curva 15, la penultima, risulta difficile perché si affronta con una frenata sbilanciata (si sta ancora uscendo da curva 14) ed è fondamentale per avere velocità in rettilineo. In generale, comunque, il circuito presenta frenate decise, curve secche e accelerazioni da marce basse che impegnano monoposto e pneumatici soprattutto dal punto di vista della tenuta longitudinale. Anche per questo l'impostazione è ad alto carico aerodinamico.

Quest'anno si ripete quello che l'anno scorso era stato un esperimento: l'adozione di tre zone di attivazione dell'ala mobile (due soli però i "detection point"). Queste sono nel rettilineo di partenza e in quello subito dopo (tra curva 2 e curva 3), nonché tra le curve 12 e 13. Le uniche modifiche rispetto allo scorso anno riguardano dunque solo i cordoli all'apice delle curve 4, 11 e 12, e all'uscita di curva 4: in realtà non sono cambiati come dimensioni, però adesso sono realizzati in calcestruzzo.