Giù dal podio. Dopo una vigilia di grandi speranze. La Ferrari inizia il Mondiale 2019 dietro alle due Mercedes e alla Red Bull e con diversi dubbi. "Lasciamo l’Australia con una gran quantità di dati da analizzare per capire come tornare ai livelli di competitività che ci appartengono per la gara del Bahrain fra due settimane".

La prima volta da team principal della Rossa di Mattia Binotto è stata più tosta del previsto e di quanto avevano detto gli otto giorni di test prestagionali a Barcellona. Il GP d’Australia è stato sin da subito in salita per le SF90. Spiega Binotto: "Fin da venerdì non ci siamo sentiti a nostro agio su questa pista. Pur avendo lavorato molto sul set-up non abbiamo trovato un bilanciamento giusto e anche le nostre posizioni in qualifica hanno dimostrato le nostre difficoltà di adattamento al tracciato di Albert Park".

Sin dallo spegnimento dei semafori è stato evidente che dopo due vittorie consecutive dall’altra parte del mondo per le Rosse non ci sarebbe stata storia nella lotta per il primato. Analizza il team principal di Maranello: "In gara, nel primo stint abbiamo cercato di tenere il ritmo. Charles ha commesso un piccolo errore che non gli ha permesso di rimanere a ridosso dei leader. Sebastian dopo il pitstop, con la gomma media non ha mai trovato il grip giusto e non è stato in condizione di attaccare chi gli stava davanti. Quando non è riuscito a difendersi dagli attacchi di Verstappen abbiamo deciso che la cosa più importante era arrivare al traguardo gestendo le gomme. Quando Charles lo ha raggiunto, ci è sembrato opportuno non prendere rischi".