Buona la prima, per Max Verstappen e Red Bull. Da ripetere in Bahrain e completare con la RB15 assente all’appello in Australia, per un’errata gestione della qualifica di Pierre Gasly da parte del team. Helmut Marko non ha dubbi: fosse partito in una posizione consona al potenziale della monoposto, Gasly avrebbe concluso davanti a Vettel.

I quattro allunghi presenti a Sakhir potranno confermare le impressioni di una monoposto in grado di raggiungere velocità massime elevate. Il settore centrale dovrà convincere Max Verstappen di un progresso rispetto alle sensazioni avute a Melbourne, di una macchina ancora con del potenziale da esprimere sui curvoni da quarta e quinta marcia.

“È una pista che mi piace, il passaggio dalle sessioni di giorno alla notte rappresenta una sfida in termini di bilanciamento della monoposto. È uno scenario che rende sempre interessante il week end e non sai mai in quale posizione ti trovi fino alla qualifica, perché le condizioni della pista non sono uguali alle libere, racconta Max. “La parte del circuito migliore è quella centrale, molto impegnativa e tecnica”.

Entusiasmo per la competitività mostrata a Melbourne che il pilota olandese prova a frenare, rimandando le valutazioni sullo stato di forma complessivo della Red Bull: “Aver iniziato la stagione con un podio in Australia è un risultato davvero positivo, però Melbourne non è un circuito tipico, non possiamo lasciarci trasportare e credo che non sapremo dove ci troviamo fino a dopo il Gran Premio di Cina.

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Lo scorso anno durò appena 3 giri la corsa di Max, prima ingaggiato in lotta con Hamilton, battaglia dalla quale uscì con una foratura, poi subito dopo il pit costretto al ritiro. Un week end molto negativo, iniziato dalla qualifica condizionata dall’errore in Q1.

Al contrario, brillò la stella di Gasly e Toro Rosso-Honda, alla miglior qualifica e risultato in carriera, il francese. “Sono impaziente di tornare a correre in Bahrain, soprattutto dopo un week end complicato. È una delle mie gare preferite. A Melbourne abbiamo visto che la macchina è competitiva, perciò non vedo l’ora di salire in macchina e lavorare”.

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