C’è chi minaccia di lasciare tutto e andarsene (dove?). C’è chi, Mercedes, si è detto disponibile a discutere un contenimento dei costi, ma non accetterà drastiche sforbiciate all’attuale struttura. A Londra va in scena, oggi, la riunione tra squadre, Federazione, Liberty Media (più promoters dei circuiti e rappresentanti Pirelli), tutti nella Commissione F1, che si terrà dopo il Gruppo Strategico – ristretto nella partecipazione con diritto di voto a sei squadre, più FOM e FIA, con diritto di partecipazione esteso alle altre -.

All’ordine del giorno, una quantità innumerevole di temi cruciali per il futuro della categoria, dal 2021. Sono, poi, sempre gli stessi temi di discussione da 24 mesi a questa parte. Contenimento dei costi, imposizione di un budget cap, controllo delle spese, ripartizione dei proventi e riduzione dei bonus scollegati dai risultati sportivi, standardizzazione dei componenti, struttura decisionale della Formula 1 da rinnovare, sottoscrizione del nuovo Patto della Concordia (in scadenza a fine 2020), definizione delle norme tecniche e sportive, interventi sulle power unit.

Principi intorno ai quali il Circus si è confrontato a lungo e sui quali, adesso, urge porre una firma che impegni sul futuro.

Come sempre avvenuto a ridosso di decisioni fondamentali per lo sport, la tattica negoziale preferita diventa la discussione di un’alternativa, la "minaccia". Così Red Bull, Renault, McLaren, a dire come potrebbero ripensare l’impegno in Formula 1, se le condizioni non saranno soddisfacenti. Accordi economici, anzitutto, sui quali trovare una convergenza.

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L’ultima “minaccia” registrata, riportata dal giornalista Dieter Rencken su RaceFans, è nelle parole di Bernie Ecclestone. Sì, sempre lui. Nelle scorse settimane ha incontrato, in Svizzera, Luca Cordero di Montezemolo, Toto Wolff e Lawrence Stroll. Una cena tra amici, sufficiente, quando i convitati sono di tale calibro, per fantasticare.

Una serie alternativa alla Formula 1? Utopia. Così, un incontro vale quanto i rischi concreti che una McLaren si chiami effettivamente fuori dal mondiale. Poco. Ed è lo stesso Ecclestone a fotografare come le squadre, Liberty e la FIA si presentino al meeting di Londra.

Non credo accadrà mai una serie alternativa alla Formula 1. Non vedo possibile trovare un accordo tra tutti. Avrebbero bisogno dell’accordo di tutti i promoter, di ognuno. Il problema di queste cose è la gente che discute, discute, discute, ma quando arriva il momento di decidere, c’è un lungo elenco di persone assenti”, racconta a RaceFans.