Non avremo più i suoi team radio in gara ma, Fernando Alonso, continua a regalare materiale di discussione, nel perimetro della Formula 1. Al di fuori, si prepara alla 500 Miglia di Indianapolis e al primo assaggio del mondo dei rally raid, visto il test in programma con Toyota. Potremmo ritrovarlo, ancora, su una monoposto nei test della prossima settimana in Bahrain, prima occasione per realizzare quanto prospettato da Zak Brown lo scorso febbraio a Barcellona.

Temi sportivi che lasciano spazio ai puntini sulle “i” che Fernando mette con un post su Twitter, in replica all’account ufficiale della Formula 1. Un passaggio dell’intervista a Luca Cordero di Montezemolo basta per chiamare la replica di Alonso.

“Quando vince è contento. Quando non vince, è il problema del team”, l’ex presidente presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo commenta perché crede che Fernando Alonso non abbia vinto un mondiale in rosso.

La sintesi dei 280 caratteri riassume un pensiero in realtà più ampio e, Fernando, in tutta risposta, twitta: Doveva esserci un motivo per non seguire questo account fino a oggi. Me l’avete ricordato nuovamente!! Il Presidente non ha mai detto questa cosa. Specialmente dopo aver ottenuto l’80% dei punti per il nostro team. Abbiamo corso impegnandoci duramente, insieme, con tutto il nostro cuore e abbiamo lottato fino all’ultima gara per i campionati”.

La verità, tra l’estrema sintesi del tweet della Formula 1 e le parole dell’intervista all’ex presidente Montezemolo, sta in mezzo. Perché Alonso non abbia vinto il mondiale con la Ferrari, è un elenco di tre ragioni: “Il primo, per essere sincero, è stato sfortunato a essere in Ferrari quando la Red Bull era molto vicina a essere la Ferrari di inizio anni 2000, di certo la macchina più forte.

Secondo, non mi piace ma devo dirlo: è stato sfortunato. Ha perso un campionato in Brasile nel 2012 quando Sebastian al primo giro ebbe l’incidente con Senna e la macchina non si fece nulla. Poi, il team ha fatto un grande errore nel 2010, quando bastava arrivare quarti.

Terzo, il suo carattere. La più grande differenza rispetto a Michael e anche a Niki. E’ stato Alonso, non Alonso-Ferrari. Quando vince è contento, quando non vince è il problema del team, non è felice. È stato meno vicino al team di quanto non lo fossero Michael e Niki, in altre parole. Soprattutto nei momenti difficili, esserlo nei buoni momenti è facile”, racconta Montezemolo.

Nulla che non sia stato ampiamente supportato dai fatti, in Ferrari come successivamente in McLaren. È il pacchetto-Alonso, da prendere o lasciare: un campionissimo che non ha mancato uscite pubbliche e commenti infelici, che ne hanno tratteggiato una figura distante dall’uomo-squadra ideale.

“Per me Alonso è, con Hamilton e Vettel, il miglior pilota e, in gara, è molto vicino a Michael. Credo che Alonso in gara sia stato e sia ancora un pilota fantastico.

Ha perso il campionato non per suoi errori, è stato anche sfortunato, credo che in condizioni normali, senza gli errori della squadra nel 2010 e senza Vettel molto, molto fortunato nell’ultima gara (2012; ndr), oggi parleremmo di qualcosa di diverso se avesse vinto quei mondiali. Alonso è molto molto forte”.