Due settimane di analisi e correttivi, verifiche e perché ai quali dare risposta. In fabbrica, la Ferrari, ha trovato le ragioni della mancanza di competitività sofferta in Australia. Parola di Charles Leclerc, dal Bahrain, seconda prova d'esame stagionale, nella quale non è più ammesso presentarsi impreparati. La convinzione d’aver studiato tanto e bene resta, la Ferrari SF90 vale più del voto di insufficienza rimediato a Melbourne.

“Non é stato un week end semplice, ci aspettavamo di più dopo i test. Melbourne non è molto rappresentativa ma questo non significa che siamo andati forte come avremmo voluto. Sono fiducioso che il team abbia fatto il lavoro giusto per migliorare, anche io credo d’aver fatto degli errori in qualifica e gara, cercherò di non ripeterli qui”, racconta Leclerc.

Si aspettava un Q3 più competitivo, che valesse il tempo di Vettel; in gara, poi, ha rischiato con un’uscita, “sono andato largo, non ha inciso sul risultato perché non avevo nulla da guadagnare, però poteva andarmi peggio”. Sono le ragioni dell’autocritica.

TROVATE LE RISPOSTE ALLA SCARSA COMPETITIVITÀ

Quel che conta di più, adesso, è scendere di nuovo in pista e verificare i progressi, scoprire l’altro volto della SF90, ritrovare quello veloce e da piumino invernale del Montmelò. Dalle prove libere del venerdì, un turno di FP2 cruciale per preparare qualifica e gara, nel quale conterà essere immediatamente a punto. Trazione, stabilità in frenata, velocità sul dritto, per cominciare.

“Ci aspettiamo d’essere più competitivi, il pacchetto crediamo sia forte, abbiamo trovato le risposte, magari non tutte ma alcune.

Vedremo qui se sarà stato un problema legato alla pista o se c’è altro. Sono fiducioso della forza del nostro pacchetto”, aggiunge Charles. La fiducia, com’è naturale, è intatta. Resta una piccola percentuale di dubbio, il “se c’è altro”, il “magari non tutte, ma alcune”.

SF90 VA SOLO OTTIMIZZATA

Sull’unità della squadra e la dedizione, garanzie assolute: “Credo che la mentalità sia la migliore, dobbiamo mantenerla per tutto l’anno. C’è molto lavoro da fare, ho tanta fiducia nel team.

Non penso ci sia un problema di fondo nel concetto della macchina, strutturale (inteso quale filosofia di progetto; ndr), è solo una questione di ottimizzazione.

Non credo che la prestazione dell’Australia sia quella vera della macchina, tutti siamo fiduciosi di poter far meglio già da qui”.

LOGICO NON ATTACCARE VETTEL

Altre priorità, al momento, che non discutere del perché abbia ricevuto la consegna di restare dietro Vettel, in Australia, conservando la posizione. Una decisione più che logica, sulla quale Charles ritorna per dire: “Non c’e stata frustrazione, era la prima gara, da parte del team non credo ci fosse niente da guadagnare se fossi arrivato quarto io e Seb quinto.

Era la stessa quantità di punti ed è comprensibile che non ci abbiamo consentito di lottare uno contro l’altro, è andata così e capisco la decisione”.