Dopo Mick Schumacher, il pilota più atteso nei test in Bahrain era Fernando Alonso. Il ritorno sulla McLaren, a 5 mesi dall’addio alla Formula 1, è avvenuto da tester delle gomme Pirelli 2020, alla primissima fase di sviluppo.

Ha trovato una MCL34 alla quale lui e il team hanno lavorato per buona parte del mondiale 2018. I risultati iniziali sembrano essere incoraggianti, il piazzamento di Norris domenica scorsa e il potenziale mostrato da Sainz, dicono di una McLaren in crescita.

F1 CAPITOLO (SOC)CHIUSO

É in lotta per risultati relativi, che non possono certo interessare Fernando. Immaginare un ritorno? Anche no, salvo un’opportunità concreta di lottare per il campionato. “Semmai un giorno dovessi tornare in Formula 1, qualcosa che escludo, sarà solo se dovessi avere la possibilità di vincere un campionato”, racconta a motorsport.com.

MCLAREN IN CORSA PER IL QUARTO POSTO

La MCL34 più veloce sul dritto, il motore Renault più competitivo, i progressi aerodinamici compiuti dal progetto 2019, non sono certo abbastanza. Basteranno, nella migliore delle ipotesi, con uno sviluppo continuo, per candidarsi alla lotta per il quarto posto nel mondiale Costruttori, là dove Fernando crede possa essere il team di Woking: “Come primo passo possiamo augurarci di posizionarci come quarta squadra o guidare la partita di metà gruppo insieme ad Haas, credo sia l’obiettivo e quanto è nel potenziale della macchina”.

Schumacher: "Nel box subito aria di casa. Seb di grande aiuto"

Due giorni di test, gli unici possibili nelle sessioni rookie, vista la concomitanza del prossimo appuntamento di Barcellona con il programma in pieno svolgimento della Indy 500. Le tante sfaccettature del motorsport vissute nel 2019, tra Daytona e WEC, Indianapolis e il test con Toyota Hilux, senza dimenticare l’esibizione in Bahrain, lo scorso dicembre, con una Nascar, sono momenti di vera sfida.

NESSUNO PIÙ VELOCE A PARITÀ DI MACCHINA

“Non mi sto divertendo quando provo qualcosa, sono macchine delle quali non ho idea. C’è molto impegno che riverso in ogni sfida e tante cose dietro. Non lo faccio per divertimento, lo faccio per la difficoltà e la sfida, solo per provare a essere un pilota migliore”, riporta Race Fans.

Sterzi a parte: Leclerc è roba da Febbre!

Essere il pilota più completo e vincente in diverse discipline, nell’automobilismo moderno dell’ultraspecializzazione, è la missione della carriera dopo la Formula 1. Fernando convinto del suo assoluto livello di competitività: “Finché avrò la forza di correre e mi sentirò competitivo, proseguirò. Forse un giorno salirò su una Formula 1 e ci sarà qualcuno più veloce di me, o su un’altra macchina, alla pari, e vedrò un pilota più veloce.

Da quanto mi risulta finora non è mai accaduto, perciò continuerò a correre”.

L'editoriale del Direttore: Leclerc, al poster l'ardua sentenza