Quattro vittorie nelle ultime cinque edizioni, un en-plein mancato per una Safety Car di troppo. Mercedes in Cina corre su un circuito rivelatosi feudo teutonico nell’era turbo-ibrida, ma la consapevolezza di misurarsi su un tracciato favorevole è molto diversa da un anno fa.

DUE BLACK OUT CONSEGNANO L'UNO-DUE 

Dal Bahrain la Ferrari è uscita con un bottino inferiore al previsto, un black out su una centralina di controllo di un iniettore ha tolto la vittoria a Leclerc, un black out in battaglia, con Hamilton, ha tolto a Vettel un podio e la possibilità di contendere la vittoria – per gli sviluppi successivi della corsa – .

Una SF90 in perfetta forma, di sensazioni restituite ai piloti, di prestazioni dalla power unit, di affidabilità del pacchetto, fa paura a Mercedes in vista del terzo atto stagionale. Di solo motore, la Rossa ha guadagnato 4 decimi in qualifica in Bahrain, sulla W10. Ai quattro allunghi di Sakhir, Shanghai oppone un dritto da oltre un chilometro e 200 metri, più tre ulteriori dritti sui quali sviluppare la potenza del sistema ibrido.

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Tema tecnico al quale legare la gestione delle gomme, specialmente le mescole più dure, possibile opzione chiave in gara.

MERCEDES PREMIATA DALL'AFFIDABILITÀ, FERRARI PIÙ FORTE

Toto Wolff, nonostante la posizione di leadership nei due campionati, guarda la realtà delle prestazioni assolute e commenta: “Due gare della stagione 2019 e potrebbe sembrare che ci troviamo in una posizione di forza. Abbiamo 87 punti, solo 1 in meno del massimo punteggio disponibile. Ma la classifica Costruttori non racconta tutta la storia.

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La verità è che non siamo stati veloci quanto i nostri diretti avversari in qualifica e in gara, in Bahrain. La Ferrari è stata notevolmente più veloce sui rettilinei e questo ha aggiunto diversi decimi al giro.

È anche vero, però, il detto che “per finire primo, prima devi finire” e l’abbinamento tra solide prestazioni del team, affidabilità dei nostri sistemi e una gran corsa di nostri piloti ci ha garantito l’uno-due”.

SVILUPPI E PRESSIONE SULLA ROSSA

Se lo scorso anno la W09 venne sottoposta a un consistente aggiornamento aerodinamico per migliorarne le prestazioni velocistiche sul dritto, introdotto in Austria, oggi il vantaggio della Ferrari è rilevato tutto sulla potenza della power unit, i 4 decimi di Sakhir non sono relegabili a una così marcata, inferiore, resistenza aerodinamica, quanto piuttosto al miglior utilizzo del motore termico ed elettrico.

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“La sfida che abbiamo davanti a noi non ci spaventa, è d’incoraggiamento. Continueremo a spingere per estrarre le massime prestazioni dal pacchetto e correre la miglior gara possibile.

Proveremo a esercitare pressione, sfruttare al meglio le nostre opportunità e continuare a lavorare duramente per sviluppare il pacchetto nell’insieme.

Abbiamo visto gare emozionanti finora quest’anno e ci prepariamo alla prossima battaglia di Shanghai”.