Potendo scegliere, lui che dei 1.000 Gran Premi che si appresta a celebrare la Formula 1 ne ha vissuti 296, all’epoca attuale vorrebbe affiancare uno sguardo sui Sessanta e Settanta. Una Formula 1 più “leggera”, meno stressante, è anche la prospettiva dalla quale, Kimi Raikkonen, guarda il presente.

“Inutile tornare indietro, guardando al passato, se proprio devo, mi piacerebbe vivere gli anni ‘60 e ‘70, l’epoca nella quale c’era più divertimento, era più rilassante, erano corse più pure e l’ambiente più normale, anche se era più pericoloso”, racconta.

IL DIVERTIMENTO ALLA BASE DI TUTTO

Vive un 2019 iniziato bene da Alfa Romeo, con una C38 competitiva e margini di miglioramento per vincere la lotta di metà schieramento. Vive la Formula 1 da una prospettiva unica, che racconta: “Non ho ingredienti speciali per trovare la motivazione. Credo sia diventato più un hobby che un lavoro per me, per questo mi diverto ancora.

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Cerco sempre di fare del mio meglio, in certi casi va meglio di altri, succede. Non è mai stato un problema per me, cerco di fare quel che posso, quando sentirò di non essere più in grado di dare quel che mi aspetto, allora seguirò un’altra strada, ma fino ad allora continuo”.

GRUPPO ALFA CON TECNICI CAPACI

In Cina, la partita a metà gruppo darà indizi ulteriori sulla competitività di Alfa Romeo, Renault, Haas e McLaren, su un circuito in grado di segnalare le doti di telaio e aerodinamica. Indirizza i miglioramenti da compiere sull’incremento del carico aerodinamico, parlando dei progressi possibili sulla C38 e aggiunge: “Non posso paragonarla alla macchina dell’anno scorso, è difficile dire cosa sia migliorato quest’anno. Sicuramente è stato fatto un buon lavoro in inverno, dalla macchina provata ad Abu Dhabi a quella che abbiamo c’è stato un miglioramento ma resta ancora tanto da fare, è una storia in evoluzione.

Il pacchetto è piuttosto buono, solido, la macchina è piuttosto semplice da comprendere, abbiamo ragazzi molto capaci in ogni area. Il passo c’è, vedremo dove saremo a fine stagione”.

LA F1 DA SPETTATORE NEGLI ANNI '80

Avrebbe voluto celebrare la gara numero 1.000 della Formula 1 con un casco speciale, come faranno molti altri piloti e scherza: “Volevo mettere qualcosa di diverso, un casco aperto, ma ho avuto qualche problema con il regolamento”.

Conferenza stampa del giovedì fatta di ricordi, per tutti. E il “come hai scoperto la Formula 1” diventa un affondare la memoria negli anni Ottanta, dove Perez, Grosjean, per non dire di Albon, riportano ricordi decisamente più recenti tra i Novanta e i Duemila.

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“Non ricordo bene quando sia successo, però di sicuro negli anni 80. I primi ricordi sono di quando correva Keke Rosberg e gli scoppiò una gomma (1986; ndr), forse ad Adelaide, forse era anche la sua ultima gara.

Tifavo sempre i piloti finlandesi, quando ero molto piccolo già guardavo la F1, non pensavo però fosse qualcosa che potesse accadere, servivano parecchi soldi per gareggiare e correre. Ci ho creduto un po’ di più quando ho avuto un manager,da ragazzo era un sogno più che un obiettivo”.