Non è che ti diano la patente di “pronto per il titolo”. Sin dallo scorso inverno l’interrogativo sottoposto a Leclerc è più o meno lo stesso. Come se la risposta potesse mai esse un “No, non sono pronto”.

Corri come due giornate e 44 giri di gara in Bahrain, moltiplica il tutto per altre 19 gare e il titolo diventa la logica conseguenza di un rendimento da protagonista.

CHARLES NON ANCORA AL TOP

Charles Leclerc si prepara al Gran Premio di Cina, nel quale inevitabilmente ci si attende la conferma delle prestazioni mostrate a Sakhir. Forte e veloce, non ancora il miglior Leclerc che potremmo vedere quest’anno, parola del diretto interessato.

“Sicuramente mi sentivo molto più a mio agio in Bahrain, ma c’è ancora tanto da fare; non conosco tutte le persone, sembra una stupidaggine ma è importante durante i weekend.

Ci sarà un miglioramento su questo fronte, anche sulla guida, mi sentivo più a mio agio ma non ancora del tutto come vorrei. Speriamo di riuscire a fare qualche step nelle prossime gare”.

Passi in avanti, progressi. Come quelli che assicura sono stati fatti sull’affidabilità. Il cortocircuito alla centralina di gestione dell’iniettore non si ripresenterà in futuro. “L’atmosfera nel team arrivando qui è molto positiva, dovremo mantenere quest’energia e speriamo di poter correr un buon weekend, come fatto a Sakhir prima del problema.

La cosa positiva è che abbiamo capito qual è stato il problema e non ci aspettiamo che si ripresenti”, spiega Leclerc, che rimanda le valutazioni sulla competitività Ferrari dopo le libere.

IL MONDIALE NON È ARGOMENTO TABÙ

Poi, il logico obiettivo, del quale parlare apertamente dopo i fatti di Sakhir. La storia del “ho tanto ancora di imparare” resta un buon paracadute, l’ambizione però dev’essere da titolo e Charles commenta: Darò tutto per il titolo, sapere se sono pronto o no, non lo so, è ancora presto nella stagione, farò del mio meglio”.

Dare tutto e con l’intelligenza mostrata nel sorpasso su Vettel, costruito perché fosse il più pulito possibile.Ho dimostrato a Melbourne che il risultato di squadra per me è importante. Ma non toglierò il piede dell’acceleratore sui rettilinei.

C’era l’opportunità ed è stata una manovra sicura. Sin dall’inizio volevamo batterci l’un l’altro, ma abbiamo un buon compromesso tra lotta da una parte e collaborazione dall’altra”.