Un Valtteri Bottas particolarmente "in palla" riesce nella non banale impresa di conquistare la pole position davanti a Lewis Hamilton, proprio in un GP molto significativo perché è quello numero 1000 nella storia della Formula 1. Il finlandese era già riuscito a svettare nel primo tentativo in Q3, per 7 millesimi sul compagno-rivale, e nel secondo si è migliorato ulteriormente (quando l'inglese non c'è riuscito) portando il gap a 23 millesimi. Insomma, una pole meritata e che mette le basi per confermare la leadership in campionato anche domani in gara.

Il modo di affrontare le qualifiche da parte del team Mercedes è stato però importante anche da un altro punto di vista: il modo notevole con cui hanno rallentato nel giro di lancio prima di quello del tempo finale, sotto la bandiera a scacchi. Non sappiamo quanto fosse di "preparazione tecnica" e quanta volontà invece di "incasinare" un po' gli altri che seguivano – le Mercedes sono state le prime a entrare in pista nel secondo run in Q3 – ma di fatto dietro c'è stata qualche situazione imbarazzante e non soltanto per le temperature delle gomme.

Le Ferrari sono entrate in pista con tempistiche "giuste" per iniziare il giro poco prima della bandiera a scacchi, ma il rallentamento delle Mercedes ha fatto sì che il gruppo di chi seguiva rallentasse altrettanto perché i piloti volevano mantenere un certo spazio rispetto a chi avevano davanti. In questo frangente Sebastian Vettel ha fatto valere la sua esperienza: ha capito che questo gli stava facendo perdere troppo tempo e ha deciso di passare le Renault e Max Verstappen che lo precedevano, anche se si trattava di una mossa "poco cortese" nell'etica dei piloti.

In questo modo, Seb ha potuto fare un giro regolare con cui si è classificato 3° staccato di 3 decimi, con Charles Leclerc dietro per appena 17 millesimi. Giri perfettibili per entrambi i piloti, ma anche senza alcune imperfezioni di guida la situazione non sarebbe cambiata significativamente. Ben diversamente è andata per le Red Bull: Max si è fatto passare anche dalle Renault per avere spazio, ma quando si è presentato sul rettilineo del via ormai stava già sventolando la bandiera a scacchi. Idem per Pierre Gasly che anzi seguiva e, pur provandoci, non poteva infastidire il "capitano". Insomma, anche stavolta un notevole errore gestionale da parte del team che non ha avvertito i piloti (ammesso e non concesso se ne sia accorto) del rischio che stavano correndo. Hanno comunque la terza fila.

Nelle retrovie, buon risultato anche stavolta per la Renault, che posiziona entrambe le macchine in quarta fila, con Daniel Ricciardo riuscito stavolta a precedere Nico Hulkenberg. L'inezia che separa i due, 4 millesimi, dovrebbe tuttavia far capire come sia ozioso cercare di mettere a confronto i due piloti: sono entrambi due "pesi massimi" di prima grandezza e non ha senso valutarli sulla base di situazioni momentanee che possono penalizzare l'uno o l'altro. Bene anche Haas con entrambi i piloti in Q3 (per la terza volta su tre in questa stagione) anche se poi pure loro sono rimasti "fregati" dalla bandiera nell'unico tentativo in Q3 che si erano dati, e così sono senza tempo ma comunque in quinta fila e con una macchina che, a detta dei driver, è migliorata rispetto alle prove libere e dunque promette bene per la gara.

Fuori per pochissimo dalle Q3, Daniil Kvyat e Sergio Perez potranno però avvalersi della facoltà di partire con gomme differenti, e del resto i primi cinque sullo schieramento partiranno non con le Pirelli soft, bensì con le medium utilizzate in Q2. Male i rispettivi compagni di squadra: Alex Albon non ha nemmeno partecipato alle qualifiche dopo il botto in FP3 che ha danneggiato la scocca della sua STR14; Lance Stroll è stato eliminato subito in Q1. Similmente, Kimi Raikkonen stavolta non riesce ad accedere alle Q3 anche per via di una noia al motore, ma del resto è andata ben peggio ad Antonio Giovinazzi che per problemi alla power unit (non ancora identificati) non è riuscito nemmeno ad ottenere un giro cronometrato.

Peggio del solito e di quanto visto nelle prove libere, le McLaren: però Carlos Sainz e Lando Norris non sono lontani dagli altri, al netto di singoli errori, e quindi li possiamo sempre considerare in gioco per la gara. Purtroppo per loro, non si può dire lo stesso per George Russell e Robert Kubica, dato che le Williams sono a 2 secondi e mezzo dal vertice (in questo hanno recuperato) ma anche a 1 secondo dal più lento degli altri.