Alla fine delle qualifiche di Shanghai, Max Verstappen era furioso: in particolare contro Vettel, "reo" di averlo superato nel corso del giro di lancio per il secondo tentativo in Q3. Max stesso spiega cos'è successo in quei frangenti: «Verso la fine delle Q3 ho seguito la Ferrari davanti a me (quella di Leclerc, ndr) perché eravamo tutti in fila. Cercavo di essere gentile e di non sorpassare, perché non è quello che si fa in qualifica quando tutti cercano di prepararsi per l'ultimo run. Così sono rimasto sorpreso quando sono stato superato alla fine del giro», dice riferendosi al sorpasso subito da Vettel in curva 14.

Il fatto è che il tedesco della Ferrari si era accorto che il rallentamento generale stava facendo esaurire il tempo a disposizione, e così si è affrettato. Quando Max ha preso spazio su Sebastian, anche le Renault sono passate per lo stesso motivo, ma senza avvisi da parte del team l'olandese non ha reagito. Con il risultato di presentarsi sul rettilineo del via quando è uscita la bandiera a scacchi di fine sessione. In questo modo si è dovuto accontentare del crono stabilito nel primo run, che gli dava la quinta posizione (era il 4° in precedenza).

«Naturalmente non sono contento di questo, o di essere quinto – sbotta Verstappenma non abbiamo avuto l'opportunità di fare un ultimo giro. Sono sicuro che questo succederà ad altri in un altro momento, ma è fastidioso dato che stavamo combattendo per il terzo posto». Guardando alla gara, Max recupera però un po' di tranquillità: «Ormai è andata così, e questo renderà il domani più interessante. Abbiamo un buon ritmo di gara: non sono sicuro se avremo il ritmo per una vittoria, ma di sicuro potremo superare e lotteremo per il podio».

Nel "pasticcio" di fine Q3 è stato coinvolto anche Pierre Gasly, che seguiva Verstappen: ha anche provato a passare proprio all'ultima curva, ma è stato chiuso dal team-mate e ovviamente non ha potuto forzare più di tanto la manovra, così pure il francese ha visto la bandiera a scacchi prima di iniziare il giro valido. Ma la prende con filosofia: «Guidare le auto di F1 è probabilmente il miglior lavoro del mondo, quindi non posso davvero lamentarmi di nulla», dice ridendo.

E Pierre prosegue: «Oggi andava bene, ma il sesto posto era comunque il massimo che potevo aspettarmi: trovo sempre difficile questa macchina e non sono soddisfatto della mia guida, però il feeling è migliorato. Ora mi concentrerò per la gara: sono in una buona posizione e con una strategia differente dai cinque davanti (gomme soft anziché medie per lui, ndr). Vedremo come funzionerà, su questa pista può succedere di tutto: spingerò a fondo e spero davvero di ottenere molti punti».