Il collegio dei commissari in Cina non ha avuto molto da fare, ma ciò non toglie che ci siano stati episodi alla loro attenzione che possiamo valutare e spiegare ai lettori. Ricordiamo innanzitutto che in questa occasione erano Tim Mayer, Steve Stringwell, Derek Warwick (pilota) e Zheng Honghai (locale) ad affiancare il direttore di gara, confermato anche stavolta in Michael Masi, che dunque sembra aver sostituito stabilmente il compianto Charlie Whiting in questo ruolo.

Per la maggior parte le poche decisioni sono state "di routine": multa a Pierre Gasly per 8 km orari di troppo in pitlane, oppure permettere ad Antonio Giovinazzi e Alexander Albon di prendere il via alla gara dopo le disavventure che non avevano permesso di disputare le qualifiche, organizzando anche le seconde verifiche per la Toro Rosso numero 23 che era stata ricostruita con nuova scocca, oltre a power unit e cambio.

In gara però si è avuto subito un episodio significativo già al primo giro: parliamo della collisione tra Daniil Kvyat, Carlos Sainz e Lando Norris, che ha visto tutte e tre le monoposto danneggiate, in misura più o meno grave, ma pur sempre in grado di proseguire. Vediamo innanzitutto come si è svolto l'incidente, originato da una leggera perdita di aderenza del retrotreno di Kvyat nell'uscire da curva 6. Il pilota russo ha gestito tutto con un rapido controsterzo, ma ciò l'ha anche fatto allargare leggermente di traiettoria.

Sebbene avesse ancora parecchio margine di pista e ben lontano dal cordolo d'uscita, purtroppo alla sinistra di Kvyat c'era Sainz, che a sua volta aveva più a sinistra ancora Norris. Il pilota britannico era finito completamente sul cordolo esterno e per quanto le sue ruote fossero qualche centimetro oltre la riga bianca sarebbe però esagerato dire che fosse finito fuori pista nel senso normale del termine. Norris ha puntato a rientrare sull'asfalto, e l'ha fatto con una manovra abbastanza dolce e per nulla improvvisa o eccessiva. Purtroppo però a questo punto Sainz si è visto preso "a tenaglia" tra il compagno e Kvyat: è andato immediatamente sul freno bloccando le ruote, ma ormai c'era poco da fare. Il risultato è stato di toccare con le sue ruote anteriori quelle posteriori di Norris e di Kvyat. La toccata (abbastanza dura per il russo) ha fatto poi convergere le due macchine tra di loro e questo punto c'è stata la toccata in due tempi ancor più vistosa tra Kvyat e Norris, che si è messo quasi "di taglio" su due ruote.

Le due McLaren sono dovute rientrare ai box per sistemare i danni, almeno quelli possibili come la sostituzione del musetto. È doveroso sottolineare come tutto quello che abbiamo riportato dell'incidente si sia svolto in realtà in modo molto più rapido di come l'abbiamo raccontato, e che anzi siano stati necessari diversi passaggi "alla moviola" per coglierne tutte le sfumature. Insomma, considerando che si è trattato di un momento appena successivo alla partenza e dunque in una fase sempre un po' caotica e difficile, per di più a gomme fredde e senza vere colpe o "stupidate" da parte dei protagonisti, quando avevamo letto che l'episodio era stato semplicemente "notato" dalla direzione di gara, pensavamo sarebbe finita lì.

Invece i commissari hanno avuto la mano particolarmente pesante, stavolta: drive-through e 2 "punti licenza" per Kvyat. Una sanzione secondo noi eccessiva rispetto all'errore effettivo del pilota russo – probabilmente sarebbero stati sufficienti 5 secondi di penalità – e che è stata criticata da Daniil ma ancor più aspramente da Franz Tost, che tuttavia riteniamo sia stata decisa sulla base di fattori e tendenze ben precisi. Cioè: per cominciare, l'articolo 38 mette come discriminante fondamentale, per punire episodi del genere, che uno dei protagonisti debba essere "wholly at fault", vale a dire abbia responsabilità predominante. È il motivo per cui incidenti ben più seri non sono stati puniti, quando si è ritenuto che ognuno dei piloti coinvolti avesse "fatto la sua parte". In questo caso è indubbio che, per quanto leggera, la responsabilità vada quasi interamente a Kvyat, e questo ha pesato nella decisione.

Inoltre va segnalato un cambio di tendenza: i commissari hanno avuto qualche critica ultimamente perché avrebbero "lasciato correre" un po' troppo in alcuni casi precedenti. Per questo hanno deciso di cambiare registro, soprattutto in quei casi in cui i danni subìti risultano consistenti. Per quanto nessuno sia rimasto con la macchina bloccata sul posto più o meno distrutta (c'è stata la virtual safety car solo per via di qualche detrito) anche qui vi sono pochi dubbi sul fatto che la gara delle McLaren sia stata compromessa. Alla luce di queste considerazioni possiamo dunque capire (pur magari senza condividerla appieno) questa decisione del collegio degli ufficiali di gara. Anzi, è in quest'ottica che probabilmente dovremo aspettarci atteggiamenti meno permissivi in futuro, da parte dei commissari. E la prossima gara si svolge a Baku, dove non sono mai mancate fasi decisamente troppo calde