Serve l’inversione di rotta, l’interruzione di un monologo inatteso nella portata in cui, la Mercedes, ha dominato in Australia e Cina. A Baku, serve una Ferrari diversa dalla SF90 spuntata di fronte alla forza espressa dalla W10 a Shanghai.

La classifica Piloti dice Hamilton davanti e i ferraristi già con 31 punti di distacco, nel Costruttori il gap è di 57 lunghezze. Numeri che riassumono al meglio l’assoluta necessità di mettere a segno una vittoria e dare un segnale, una risposta, a Hamilton e Bottas.

Servirà poter contare sulla power unit, elemento centrale per ottenere la prestazione nel GP d’Azerbaijan. La storia recente dice di un tracciato favorevole, sebbene l’epilogo 2018 sia stato tutt’altro che positivo per Vettel.

Niente passaggi su curve veloci, esercizio nel quale la SF90 appare, al momento, in sofferenza. Arriveranno novità tecniche, anticipate da Mattia Binotto. Si dovrà sfruttare al meglio il vantaggio presente sulla power unit e farlo trovando il massimo livello di affidabilità.

AERODINAMICA, ALLA RICERCA DELL'EQUILIBRIO

Aerodinamica da basso carico per non perdere troppo tempo sui 2.200 metri di allungo tra l’ultima piega a sinistra del T2 e la prima staccata di curva 1, in un equilibrio che dovrà garantire la massima stabilità in frenata, altro elemento chiave della prestazione, sulle brevi e secche pieghe del cittadino azero.

L'editoriale del direttore: serve più pepe nella minestra

Una delle sfide di Baku è trovare il giusto bilanciamento a livello di carico aerodinamico: devi poter affrontare bene le curve lente ma c’è bisogno di essere anche velocissimi sui rettilinei. È un compromesso non facile da trovare”, racconta Seb Vettel.

LECLERC, L'AZERBAIJAN DELLA SVOLTA 2018

Nel 2018, Baku rappresentò il primo momento di svolta della stagione di Charles Leclerc. Primi punti con Alfa-Sauber ma, soprattutto, un diverso approccio nell’interpretare la monoposto. Oggi, il pilota monegasco arriva in Azerbaijan con le scelte strategiche decise in gara a Shanghai e la determinazione a trovare un week end pulito come in Bahrain, senza intoppi del venerdì a complicare la preparazione del gran premio.

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Quello dell’Azerbaigian è uno dei miei circuiti preferiti, lo adoro e ho sempre fatto molto bene qui avendo ottenuto un successo e un podio in Formula 2 e i miei primi punti in Formula 1 lo scorso anno”, racconta Charles.

“Il percorso mi piace davvero tanto, specie la parte dell’antico castello con quella serie di curve strette. È veramente una pista unica senza eguali nel mondo. La regola è piuttosto semplice: mai perdere la concentrazione, perché al primo errore ti ritrovi contro il muro. La pista di Baku è impegnativa, ma non vedo l’ora!”.