Da un test rookie all’altro, dal Bahrain a Barcellona, dove la Ferrari non schiererà Mick Schumacher. Che altri sarebbero stati i piani del team rispetto a un “monopolio” di Mick dei test rookie, era emerso dalle parole di Mattia Binotto, in occasione dell’ufficialità della formazione prevista in Bahrain.

“Mick, che abbiamo accolto a gennaio in FDA, e Callum, con noi dal 2017, sono certamente piloti in crescita e sono convinto che provare la SF90 in un contesto ufficiale come i test del Bahrain e di Barcellona possa essere molto utile in questa fase della loro carriera”, raccontava il team principal.

Il regolamento impone che, in almeno due delle quattro giornate di test infracampionato, vengano impiegati piloti che non abbiano corso più di tre gran premi in carriera. Con l’alternanza Vettel-Schumacher in Bahrain, resta la due giorni di Barcellona, dopo il GP di Spagna, da “ripartire” tra un giovane e un titolare.

Sarà Callum Ilott, al debutto in Formula 1 con Alfa Romeo nei test in Spagna ad alternarsi tra C38 e SF90, come sembrava emergere dalle parole di Binotto in Bahrain? Dovesse essere l'inglese, il pilota prescelto, effettuerebbe un programma speculare a quello condotto da Schumacher. 

Se, invece, dovesse concretizzarsi la "sorpresa" indicata da Motorsport.com, in un altro rookie della Ferrari Driver Academy, allora entrerebbe in gioco un altro nome. E, volendo offrire a tutti i “cadetti” impegnati in Formula 2 una prima presa di contatto con la Formula 1 nel 2019, resterebbe il nome di Giuliano Alesi al quale offrire una chance al pari di Schumacher e Ilott.

Nelle prossime settimane si definirà il quadro che porterà alla formazione da schierare nei test.