Attenzione a Lewis Hamilton, un po’ osservato speciale a Baku. Arriva da leader del mondiale, due vittorie in tasca, perché mai ritenerlo osservato speciale?

Arriva in Azerbaijan con la consapevolezza di dover trovare un’interpretazione diversa del tracciato rispetto a un anno fa. Lo stesso Lewis, nei giorni scorsi, ha sottolineato la necessità di costruire un week end più convincente rispetto all’opaco 2018, che pure gli regalò la vittoria.

W10 BISOGNOSA DI PIÙ ATTENZIONI

Lewis che si attende una Ferrari molto competitiva, per le caratteristiche del circuito. E dice di una Mercedes non del tutto perfetta. La W10 è un po’ più difficile da interpretare e portare nelle condizioni ideali per esprimere tutto il potenziale, rispetto a quanto non fosse la W09. Considerazione condivisa anche da Valtteri Bottas.

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E l’avvio del week end in Cina, le difficoltà avute al venerdì da Lewis, prima di voltare pagina al sabato, dicono del percorso più lungo per trovare la quadra, qualcosa in realtà non rilevata con Bottas. “Finora si è dimostrata essere una macchina con la quale è un po’ più difficile lavorare, senza dubbio non è più facile della macchina dello scorso anno.

Probabilmente vedremo la Ferrari essere estremamente veloce, hanno introdotto un aggiornamento e questa è una pista nella quale sono andati bene gli anni scorsi. Anche Red Bull va bene e hanno una nuova power unit quest’anno, mi aspetto siano ancor più vicini.

É ancora troppo presto per pronunciarsi, so che saremo lì in partita anche noi e dovremo lavorare per essere davanti al gruppetto”.

GLI ORDINI DI SCUDERIA RIDUCONO IL FULGORE

Analisi e psicologia, nelle parole di Lewis, quando commenta la gestione Vettel-Leclerc, una marcatura doppia da gestire in ottica mondiale, con una Ferrari in grado di colmare il gap da Mercedes.

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Vettel-Leclerc come Hamilton-Alonso, sebbene vi sia la differenza tutt’altro che trascurabile di due new entry allora a Woking, dove invece Seb a Maranello ha già quattro stagioni alle spalle. “Ci sono una serie di scenari nei quali abbiamo visto pluri-campioni del mondo avere lo status di numero 1 e, di conseguenza, diventi il numero 2 e a supporto.

Pur essendo una posizione privilegiata nella quale trovarsi, va contro il tuo istinto, perché nel cuore sei un pilota da corsa. Perciò comprendo come si senta Charles.

Nel suo cuore crede fermamente di essere di essere il migliore o di avere il potenziale per essere il migliore, ed è un po’ come ritrovarsi con la “luce attenuata””, commenta Lewis.

SANA RIBELLIONE

La stella di Leclerc ridotta nella luminosità? In Cina, il tentativo di riprendere le Mercedes, offerto a Vettel, non ha prodotto effetti. In Bahrain, la netta superiorità di Charles ha superato le istruzioni. È la condizione nella quale deve porsi Leclerc, tutt’altro che semplice.

“In quanto pilota e feroce avversario sei come una specie di ribelle, ti dicono di fare una cosa ma la lotta che hai in te ti spinge nella direzione opposta. È qualcosa che ho vissuto”, aggiunge Hamilton, che si spende in elogi nei confronti di Leclerc e dice: “È un po’ più giovane di quanto non fossi io, di un anno o qualcosa del genere; quando sei giovane, ricordo quanto volessi il più in fretta possibile la Formula 1 e, una volta arrivato, volevo vincere il più rapidamente possibile e battere il campione contro il quale correvo.

E’ una situazione molto molto simile, ritrovo tante cose di me in Charles e sta facendo un gran lavoro finora. Sta guidando così bene, in una squadra dalle aspettative enormi, deve continuare a fare quel che sta facendo e arriverà il suo momento”.