Prove problematiche quelle che questo venerdì si sono disputate sul difficile circuito di Baku. Dopo i guai con i tombini che hanno di fatto annullato il turno del mattino – ad aver ceduto è stato proprio il supporto nell'asfalto, quindi non conta saldarli – danneggiando profondamente la Williams di George Russell (che poi ha dovuto saltare pure il pomeriggio), incidenti più "tradizionali" hanno condizionato un poco anche la seconda sessione di prove, con due bandiere rosse uscite per le botte ai muretti prima di Lance Stroll e poi di Daniil Kvyat.

In ogni caso questo non ha impedito che si riuscissero a condurre le simulazioni di qualifica e quelle di gara, pur se le valutazioni dei tempi sul giro sono indicative fino ad un certo punto. Infatti i riscontri cronometrici sono stati spesso condizionati da errori di guida e da situazioni di traffico per un verso, ma all'opposto anche dalle scie e dalle condizioni del fondo pista, in continua evoluzione.

Nella caccia al tempo con le Pirelli più morbide, si è messo ben in evidenza Charles Leclerc seguito a 3 decimi da Sebastian Vettel: dunque un buon risultato di squadra per Ferrari, che sembra stia sfruttando bene le SF90 su questo tracciato, tra modifiche portate specificamente per questo particolare circuito e altre più generali mirate e migliorare l'omogeneità di comportamento.

A più di 6 decimi le Mercedes, con Lewis Hamilton oggi più concreto di Valtteri Bottas, considerando che comunque un po' tutti i piloti in pista hanno commesso degli errori. Ma resta del margine, come pure non va sottostimata la Red Bull che ha Max Verstappen col 4° tempo e Pierre Gasly con il 9°. Un risultato apparentemente bruttissimo per il francese, a 0"447 dal team-mate, se non fosse che l'olandese ha sfruttato molto tardi le sue gomme soft (quando la pista era decisamente migliore). Ma Pierre dovrà darsi da fare, non può continuare ad andare più piano con la Red Bull di quanto facesse con la Toro Rosso. Oltretutto, per aver saltato un controllo peso a fine FP2 (non se n'è accorto nemmeno il team, che ha fatto un cambio gomme di prova) il francese sarà costretto a partire dalla pitlane in gara.

In ogni caso, nelle prove sulla distanza, per quanto i tempi fossero poco valutabili a causa delle tante "perturbazioni" (traffico e così via) questi tre team si sono confermati al top e abbastanza ravvicinati, pur se l'unico riuscito a scendere sotto 1'47" (con le gomme medie) è stato Hamilton. Quindi è ancora tutto aperto e saranno preziose le prove di sabato per le ultime operazioni di messa a punto, dopo tutto il tempo perso oggi.

Tra Bottas e Gasly riescono ad inserirsi, racchiusi in soli 39 ms, Daniil Kvyat, Carlos Sainz e Alex Albon. Per il russo è stata una sessione difficile non solo per l'incidente, ma anche perché a lungo fermo ai box a causa di problemi al sistema di sterzo, riuscendo così a completare solo 9 giri. Il risultato della McLaren è completato da Lando Norris 10°. Ora ci sarà da vedere come reagiranno le altre squadre come Haas, con Kevin Magnussen poco fuori dalla top ten, ma anche Renault più indietro del previsto dopo che Daniel Ricciardo ha dovuto sospendere anzitempo le prove a causa di bloccaggi pesanti in frenata che gli hanno "bruciato" i set di gomme a disposizione. Problemi vari e soprattutto ai freni invece per Nico Hulkenberg.

Non distante l'Alfa Romeo, con Antonio Giovinazzi stavolta riuscito a precedere Kimi Raikkonen di poco più di 1 decimo, con Sergio Perez tra i due in 13esima posizione. C'è dunque qualcosa da recuperare, ma sempre (molto) meno di quanto deve fare la Williams che oltre a dover sistemare la macchina di Russell (danni alla scocca, da sostituire, ma pare anche al motore) deve preoccuparsi pure per i 5 secondi presi da Robert Kubica, dopo i recuperi mostrati in precedenza.