Il raccolto è ampiamente inferiore al potenziale espresso in qualifica. Alfa Romeo lascia Baku con il senso dell’incompiuta. Un punto appena con Raikkonen non può soddisfare dopo quanto espresso al sabato. La penalità rimediata da Antonio Giovinazzi, per aver sforato il limite stagionale di centraline motore utilizzabili, l’arretramento in diciassettesima posizione, vanifica il bel risultato sul campo ottenuto in Q3.

Ad affossare del tutto le ambizioni Alfa, il mancato superamento dei test di flessibilità dell’ala anteriore montata sulla monoposto di Raikkonen. La cattiva notizia sull’ala di Kimi è arrivata stamattina, si è trattato di un errore marginale sulla flessibilità, l’ala nell’identica specifica sulla macchina di Antonio andava bene. Abbiamo dovuto cambiare la specifica e Kimi è dovuto partire dalla pitlane”, spiega Vasseur.

Ala, problemi già in Cina

Ala identica per specifica, che potrebbe aver risentito di un problema simile a quello occorso in Cina, dove nel finale di gara Kimi ha sofferto la rottura di un elemento di regolazione dei flap con la conseguente perdita di carico aerodinamico.
“Nell’ultima gara ho avuto un problema con un supporto rotto sull’ala anteriore e abbiamo perso carico. Probabilmente è qualcosa di simile ad aver causato il mancato superamento del test di flessibilità. Sapevamo del problema dopo la gara in Cina ma non abbiamo avuto il tempo per produrre una nuova ala, di certo non ci ha fatto andare più veloci”, le parole riportate da RaceFans. Alle quali legare il dispositivo dei commissari di Baku, che sottolineano la sostituzione del sistema di regolazione dei flap su entrambe le paratie esterne dell'ala a una diversa specifica.

KIMI GESTISCE LA GOMMA MA NON BASTA

Pit-stop molto anticipato, già al giro 6, per liberarsi deL traffico e della gomma morbida e costruire una gara sulla gestione della gomma media, sperando negli eventi caotici, solitamente attrazione tipica di Baku quanto lo è la Città Vecchia. Ma la roulette resta ferma come nel 2016.

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“Non è stato un week end facile, il piano non era di partire dalla pitlane ma è andata così, quindi un punto è il massimo che potessimo ottenere”, commenta Raikkonen.

Quarantaquattro giri su gomma media, corsi con le difficoltà di gestione della finestra di funzionamento che ti dà l’aderenza necessaria: “Perlomeno abbiamo ottenuto un punto, però è stata dura. Abbiamo effettuato il pit in anticipo per tirarci fuori dal traffico, poi però ho faticato per tutta la gara nell’attivare le gomme.

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Sono un po’ deluso, mi aspettavo di ottenere molto di più, ho la sensazione però che la prossima gara sarà più semplice per noi”.

L’exploit McLaren a Baku dovrebbe rientrare nella specificità del circuito, la solidità Racing Point, invece, fa del team un accreditato rivale per il quarto posto nel campionato, ambizione che Alfa Romeo può legittimamente coltivare, per i numeri mostrati nelle prime quattro gare.

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Se la gara di Raikkonen è stata condizionata da un errore del team, quella di Antonio Giovinazzi lo è stata dalla penalizzazione per il ricorso alla terza centralina elettronica stagionale.

Il lato positivo da portare in Spagna è la prestazione maiuscola ottenuta in qualifica e, se in gara non ha trovato la top ten, la relativa consolazione di aver concluso con un divario ridotto da Raikkonen è un altro indizio positivo.

“Purtroppo non è accaduto nulla, solo una VSC, niente Safety Car. Ho perso troppo tempo nella prima parte di gara con gomma morbida, dopo il pit-stop ho provato a recuperare.

Spero di correre un week end in cui tutto fili liscio a Barcellona e ottenere i primi punti”, ha raccontato Antonio a fine gara.