Il lungo prologo extraeuropeo ha mostrato una Mercedes perfetta: velocissima e solida. Tanto è bastato per un en plein storico, quattro doppiette in avvio di campionato, come mai nessuno prima. Barcellona e il Gran Premio di Spagna aprono le danze di una fase cruciale del campionato, con i primi, importanti, pacchetti di sviluppo previsti sull’intera griglia.

Ferrari e Red Bull si presenteranno con novità attese sulle ali, anzitutto, dopo aver sviluppato SF90 e RB15 lavorando sul fondo e i deviatori di flusso dietro le ruote anteriori.

Red Bull competitiva con Verstappen, vale nel mondiale Piloti i punti di Vettel. Il Bahrain, la battuta d’arresto più significativa, per mancanza di prestazione.

Horner, Honda Spec 2 dà di più in gara

Max guarda alle aree nelle quali migliorare, per entrare in partita e contendere la vittoria. L’obiettivo è di portare Honda alla vittoria entro il GP d’Ungheria, prospettiva emersa durante il run di Gran Premi lontani dal Vecchio Continente.

RB15 DA RENDERE VINCENTE

“Dobbiamo migliorare la nostra velocità di punta, lo sappiamo, ma anche tutta la macchina.

Siamo partiti bene ma non abbastanza per fare la differenza. Continuiamo a lavorare duramente, arriveranno degli aggiornamenti nella prossima gara e vedremo come si svilupperà il resto della stagione”, spiega Max a f1technical.net.

MERCEDES OLTRE LE PRESTAZIONI

Il giudizio sugli avversari, sulla striscia di risultati ottenuta da Mercedes, un po’ ridimensiona la forza assoluta della W10. Di fatto un episodio, il successo maturato a Sakhir, altrimenti in un inizio nel quale è difficile confutare la superiorità espressa da Bottas e Hamilton.

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“Mercedes ha avuto un avvio fantastico, sono stati un po’ fortunati in Bahrain con i problemi avuti dalla Ferrari. È apparsa migliore di quanto in realtà non siano. Non hanno commesso alcun errore ed è per questo che hanno ottenuto così tanti punti”, commenta Verstappen.

NESSUNO STATUS PRIVILEGIATO

Lui, la barca Red Bull, la porta avanti da solo, al momento. Pierre Gasly ha vissuto un esordio complesso, tra errori in qualifica del team, altri suoi e un adattamento che fatica a essere quello ideale in macchina. Meglio a Baku, finché è rimasto in gara.

Resta il dato di un Verstappen-faro e, nei fatti, prima guida. Non uno status predefinito, sottolinea Max. I risultati parlano per il pilota olandese, al netto delle preferenze, mai nascoste, nei commenti di Helmut Marko.

“Non mi vedo come il pilota numero 1 nel team e nessuno ha parlato di questo status. Entrambi abbiamo uguali opportunità e sto facendo quel che facevo lo scorso anno, offrire i giusti feedback alla squadra, poi sta a loro introdurre nuovi componenti.