L’intesa raggiunta, ora da concretizzare in una firma che, tra Liberty Media e l’ACI, sul prolungamento del contratto del GP d’Italia fino al 2024, dovrebbe arrivare in estate. Angelo Sticchio Damiani, presidente dell’Automobil Club nazionale, indica un orizzonte per arrivare a sottoscrivere l’accordo, lo fa intervenendo a GR Parlamento, a La Politica nel Pallone.

“Il contratto sono convinto ci vorrà un mesetto per chiuderlo: è complicato, è un contratto di diritto inglese, spero prima dell’interruzione estiva, entro luglio, di poter firmare”. Sarà un mettere nero su bianco cifre importanti, condizioni migliori rispetto all’accordo siglato con Ecclestone, allora nel 2016 con nessun margine di manovra.

MANI LEGATE CON ECCLESTONE

Dai 68 milioni di euro su tre anni si è giunti a un accordo negoziato su valori più bassi. Un punto trovato con Liberty Media dove, invece, altri promoters sono ancora in trattativa per rinnovare l’accordo di organizzazione. Vedi Barcellona, vedi Hockenheim – in extremis a trovare un accordo annuale nel 2018 –.

“Il problema era il fatto di partire da un contratto molto pesate che avevamo dovuto firmare nel 2016 in una situazione di grande debolezza da parte nostra, con Ecclestone che stava per lasciare la Formula 1 e con noi, come gli altri organizzatori, voleva aumentare il valore del suo business e portare i contratti a un valore molto maggiore rispetto al passato.

Avevamo poco da trattare siamo riusciti ad abbassare le sue richieste ma il nostro contratto era molto pesante”.

LA F1 NON PUÒ RINUNCIARE A MONZA

Lo scenario nel quale si opera, oggi, è di una fila di new entry potenziali, tanti organizzatori a fare la corte alla Formula 1, sebbene spesso si risolvano in manifestazioni d’interesse poi seguite da rapidi dietrofront, come il caso Copenhagen, oppure, rumours come l’interesse dell’Arabia Saudita.

Il plus di Monza è nell’essere Monza, carta giocata dall’ACI nelle trattative: “Il nuovo proprietario della Formula 1 contava su certi numeri, su certi dati, ha cercato di difendere una situazione che riteneva più o meno di avere nel cassetto. Qualcosa che io ho spiegato dal primo giorno, che non avremmo mai potuto confermare quelle condizioni, di 68 milioni per tre anni.

EUROPA-ASIA CONFRONTO IMPOSSIBILE

Abbiamo detto subito, abbiamo spiegato con chiarezza, che era una cosa fatta in un momento particolare, che non era riproducibile, anche per altri organizzatori europei. Cambia moltissimo Europa o no. In Asia, l’Azerbaijan - per non parlare di altri - dà risorse importantissime pur di avere un GP di Formula 1.

Noi partiamo dal principio che il Gran Premio d’Italia a Monza ha un valore che probabilmente nessun altro GP - tolta Montecarlo e, forse, Silverstone - nessun altro ha. Partivamo dalla convinzione che entrambi non potevamo non trovare un accordo.

È stato difficilissimo, avendo di fronte un interlocutore che era determinato e continuava a dire, ‘Io ho una lista d’attesa in tutto il mondo, Paesi che vogliono entrare, Monza è importante ma anche i denari sono importanti. Spendiamo tantissimo per la promoziomne della F1, abbiamo bisogno di riscuotere dagli organizzatori determinati diritti’. Siamo stati 2 o 3 volte vicini alla rottura.

24 MILIONI LA RICHIESTA FOM

Di cifre dell’attuale contratto, Sticchi Damiani non parla pubblicamente: “Abbiamo un patto di riservatezza, abbiamo risparmiato tanti soldi rispetto alla loro richiesta, loro chiedevano un po’ più di 24 milioni, noi abbiamo chiuso a una cifra molto più bassa per 5 anni. Non posso dire la cifra, è che altri organizzatori devono ancora firmare e loro vogliono avere mani libere e non partire da un dato che sia conclamato da una mia dichiarazione”.

AVANTI CON IL RINNOVAMENTO DELL'AUTODROMO

Il prossimo passo da compiere, una volta firmato il contratto, sarà il rinnovamento dell’autodromo, lavori già prospettati da Sticchi Damiani, un potenziale da 60 milioni di euro per la “nuova Monza”, fondi che dovrebbero arrivare anche dal governo centrale, dalla trasformazione in legge del ddl depositato al Senato, che stanzierebbe un contributo di 10 milioni l’anno per 5 anni; numeri da sommare al contributo della Regione Lombardia, nei mesi scorsi a confermare l’impegno di 5 milioni di euro l’anno.