Barcellona, due mesi dopo, diventa un giudice delle velleità di titolo della Ferrari. Arriverà con una SF90 evoluta, nell’aerodinamica e nel motore, per provare a replicare a un filotto di vittorie Mercedes imprevedibile al tempo dei test invernali.

Due mesi di gare, di tempi, prestazioni, passo gara, gestione gomme, hanno spazzato via le discussioni sui concetti d’ala anteriore Ferrari e Mercedes così diversi, di una W10 che avrebbe sposato la filosofia SF90, del mezzo secondo di gap da recuperare.

Al netto del Bahrain, la pista ha detto di un equilibrio finora sempre favorevole, in misura variabile, a Hamilton e Bottas. E dell’urgenza di trovare un’affermazione.

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Pista per tradizione feudo Mercedes, potrebbe tornare in partita per la vittoria anche Red Bull. La differenza la farà, soprattutto, la qualifica, perché al Montmelò il sorpasso è una missione al limite dell’impossibile senza grandi differenze prestazionali.

GOMME CRUCIALI NEL T3 

E, della qualifica, andrà gestito il terzo settore, il più lento e a fine giro, con la gomma quindi da tenere in vita. Sebastian Vettel, in merito, spiega: “Conosco il circuito di Barcelona-Catalunya alla perfezione, la curva 3 in salita e la 9 sono sicuramente le più divertenti. Credo che l’ultimo settore, per l’aspetto che ha adesso, non sia più interessante come un tempo anche se è probabilmente diventato ancora più cruciale quando si tratta di ottenere il tempo.

Bisogna infatti stare attenti a non commettere errori, perché è fin troppo facile rovinare le gomme in quel settore e perdere decimi preziosi”.

Manca dal 2013 la vittoria Ferrari al Montmelò, ultima in carriera di Fernando Alonso. Servirà ritrovare lo smalto dei test per essere in partita: “Con la Ferrari ho spesso vissuto weekend molto positivi a Barcellona, anche se ancora qui ci manca la vittoria. Speriamo che sia la volta buona per toglierci questa soddisfazione”, dice Vettel.

RICORDI DA RINNOVARE

Serve riportare vivi i ricordi invernali, rilanciarsi in un campionato a senso unico finora. Farlo in condizioni che Charles Leclerc si aspetta differenti: “Ho un bel ricordo dalle prove che abbiamo svolto a febbraio anche se allora giravamo in condizioni assai diverse, con temperature molto basse di aria e asfalto. Detto questo, il Circuit di Barcelona-Catalunya è un benchmark per tutti quanti: andare bene là significa avere la consapevolezza di disporre di una vettura che sarà competitiva per tutto il resto della stagione.

Questa pista è forse quella sulla quale è più difficile per un pilota fare la differenza. Il motivo è semplice: tutti quanti la conoscono a memoria nei più piccoli dettagli essendo la sede della grande maggioranza dei test”.