Interlagos, un altro pezzo di storia che potrebbe lasciare la Formula 1. Nelle intenzioni del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è già cosa fatta. Nella realtà, un percorso più complesso, con gli esponenti dello stato di San Paolo a puntualizzare i termini dell’accordo esistente con Liberty e le possibilità di rinnovo oltre il 2020.

Da Rio de Janeiro, mercoledì, il presidente Bolsonaro, insieme al governatore dello Stato carioca, Witzel, hanno “ufficializzato” la cessione del terreno nell’area del Deodoro, di proprietà dell’esercito, per realizzare un nuovo impianto. Verrà intitolato alla memoria di Ayrton Senna - lui notoriamente paulista – e la realizzazione dell’impianto verrebbe completata in appena 7 mesi.

IL NUOVO CIRCUITO A 40 KM DALLA RIO TURISTICA

Tempi strettissimi ma, soprattutto, il dettaglio di non poco conto che ostacola il trasferimento già dall'edizione 2020 a Rio de Janeiro - prospettato da Bolsonaro - è l’esistenza di un accordo tra FOM e Interlagos per ospitare il Gran Premio del Brasile anche il prossimo anno.

L’area destinata alla realizzazione del circuito non evoca Ipanema né i luoghi più turistici di Rio, si trova a circa 40 km, all’interno dalla Rio da cartolina.

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Bolsonaro, su Twitter, ha commentato: “Dopo la nostra vittoria alle elezioni, la Formula 1 – che avrebbe lasciato il Brasile – ha deciso non solo di restare ma anche di costruire un nuovo autodromo a Rio de Janeiro, che avrà il nome dell’idolo Ayrton Senna.

Con esso, verranno creati migliaia di posti di lavoro, a beneficio dell’economia e della popolazione dello Stato”. La precisazione, poi, dell'opera senza alcun contributo statale ai circa 280 milioni di dollari necessari per costruire l'impianto.

LE DIFFICOLTÀ NOTE DI INTERLAGOS 

Ai cronisti, ha aggiunto: San Paolo è diventata una soluzione impraticabile a causa del supporto finanziario pubblico all’evento e il debito esistente. La nuova pista sarà realizzata in 6 o 7 mesi, il settore alberghiero sarà felice e anche l’economia dello Stato ne trarrà beneficio”.

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Le difficoltà economiche di Interlagos sono note e si trascinano sin dall’era Ecclestone, tanto da rinviare gli ingenti lavori di profondo aggiornamento del paddock e trasferimento sul rettilineo della Reta Oposta.

STATO DI SAN PAOLO LAVORA AL RINNOVO

Una nota congiunta, a firma Stato e Prefettura di San Paolo, riportata da Globo Esporte, frena sulle prospettive immaginate dal presidente Bolsonaro:C’è un contratto in vigore con la società responsabile dell’organizzazione del Gran Premio del Brasile di Formula 1, valido fino a dicembre 2020. Sin da novembre 2018, la Prefettura di San Paolo opera per il rinnovo del contratto nella città di San Paolo, a partire dal 2021. C’è la convinzione che preverrà il buonsenso.

La Prefettura di San Paolo e il Governo dello Stato di San Paolo ignorano qualsiasi ostacolo che possa rendere non fattibile il rinnovo del contratto. Il progetto di concessione dell’autodromo di Interlagos al settore privato rappresenta un’importate risorsa per il mantenimento dell’area nella sua forma originale”.

Ricordando Gilles

Si preannuncia una contesa a due, con la candidatura di Rio che può diventare serissima alternativa dal 2021, principalmente per i tempi tecnici necessari alla realizzazione del circuito, certo non comprimibili in 7 mesi.

L’ultima edizione del GP del Brasile corsa a Rio de Janeiro, sul tracciato – demolito in occasione delle Olimpiadi – di Jacarepaguà, risale al 1989. Nel 1973 e dal 1990, la Formula 1 ha corso a Interlagos.